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No alle turnazioni per il rientro a scuola, la nota delle RSU del Chris Cappell, Innocenzo XII e Trafelli

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Sono contrarie alla turnazione 8:00/10:00 le Rappresentanze Sindacali Unite (RSU) degli Istituti scolastici superiori di Anzio e NettunoChris Cappell  College‘, ‘Innocenzo XII‘ e ‘Trafelli‘, che chiedono all’Ufficio Scolastico Regionale e alla Regione Lazio che dall’11 gennaio ci sia “una ripresa in presenza il più possibile serena e proficua; ma perché ciò avvenga, occorre che non sia la Scuola la sola a pagare lo scotto di una ennesima riorganizzazione non plausibile e non funzionale ai percorsi di apprendimento, ai tempi di valutazione e verifica e alla gestione delle personali esigenze extrascolastiche di ogni membro della comunità educante“. Una nota critica quella firmata da Paolo Girlando, Adele Lombardo, Andrea Marcellino per il Liceo Chris Cappel College (Anzio), Alda Annichiarico, Enzo Chiominto, Marina Litri per l’Innocenzo XII (Anzio) e da Pasquale Di Feliciantonio, Vincenzo Lamberti, Vincenzo Renda per il Trafelli (Nettuno). “Fin dall’inizio dell’emergenza sanitaria – scrivono nel documento –, ogni membro della comunità scolastica dei nostri Istituti ha contribuito attivamente e alacremente, talvolta mettendo in campo sforzi inediti e straordinari di fronte alle indicazioni che venivano fornite, per garantire il diritto allo studio delle alunne e degli alunni. E la prosecuzione dell’attività didattica in sicurezza, sia finché è stato possibile lavorare in presenza, sia nelle fasi di didattica integrata o a distanza. Soprattutto dall’inizio di questo attuale anno scolastico, il peso organizzativo dell’attività didattica è stato lasciato ai singoli Istituti che hanno rincorso le disposizioni dei comitati tecnici e dei provvedimenti governativi rimodellando orari, disposizioni di classi, calendari, turnazioni, scaglionamenti della frequenza anche in brevissimo tempo e spesso in base alle “quarantene” che inevitabilmente si sono verificate nonostante tutte le accortezze in merito a dispositivi sanitari, distanziamento e regolazione dei flussi di presenze all’interno degli edifici. La soluzione per rientrare “in sicurezza”, però, non può essere rappresentata da ripartizioni di quote di studenti che vengono suggerite senza tener conto delle situazioni territoriali locali“.
“Sebbene ci si renda conto che le percentuali disposte dalle ultime indicazioni (50% della popolazione scolastica in presenza, di questa percentuale il 60% presente a scuola in un primo turno alle ore 08:00 e il restante 40% in un secondo turno alle ore 10:00) siano finalizzate a ridurre la possibilità di affollamento e a garantire il dovuto distanziamento, tuttavia solleviamo la nostra perplessità in merito a una reale praticabilità di questa soluzione per le scuole superiori del nostro territorio, non solo per l’ovvia ed evidente ripercussione devastante di tale organizzazione delle lezioni sul processo di insegnamento-apprendimento e sui tempi di studio autonomo degli alunni, soggetti a uno stravolgimento del tempo-scuola che in alcuni casi andrebbe ben oltre le ore 16:00 del pomeriggio, ma per le pesanti implicazioni che coinvolgerebbero i tempi di vita di docenti, alunni e famiglie”.
La turnazione ore 8:00/10:00, aggiungono le RSU sarebbe per il territorio di Anzio e Nettuno mera utopia, “poiché non disponiamo di una rete di collegamenti capillare e frequente come nella città di Roma. Nel nostro territorio, infatti, molto rilevante è il numero di studenti che appartengono o a Comuni distanti da Anzio e Nettuno, oppure a frazioni o zone periferiche delle nostre aree comunali non adeguatamente servite dai mezzi pubblici. In ogni caso, i collegamenti ferroviari, le linee bus del trasporto regionale laziale e le altre linee di bus privati di cui usufruiscono i nostri studenti (e in minore istanza alcuni docenti e una parte del personale ATA) pendolari non assicurano – come è noto – la disponibilità di corse utili in tutto l’arco della mattinata, né risulta che siano stati rimodulati o intensificati orari delle società di trasporto o dei treni regionali per garantire efficaci spostamenti in fasce orarie inconsuete (molti rischierebbero di non avere un mezzo utile e di sottoporsi a lunghi tempi di attesa). Per ovviare ai disagi da sempre legati ai trasporti nella nostra zona, infatti, non sono rari i casi di studenti che vengono accompagnati dai familiari, come anche alcuni sondaggi da parte dei nostri Istituti provano“.
Pertanto, la proposta di scaglionamento ore 8:00/10:00 appare doppiamente inutile e senza dubbio dannosa: obbligherebbe a un’organizzazione irrazionale e improvvida, quando le scuole del territorio di Anzio e Nettuno potrebbero perseguire altre modalità organizzative e praticare altre strade, pur nel rispetto della gestione dei numeri delle presenze in Istituto e nella garanzia della sicurezza delle condizioni igienico-sanitarie previste. 
La nostra speranza è che si possa assicurare una ripresa in presenza il più possibile serena e proficua; ma perché ciò avvenga, occorre che non sia la Scuola la sola a pagare lo scotto di una ennesima riorganizzazione non plausibile e non funzionale ai percorsi di apprendimento, ai tempi di valutazione e verifica e alla gestione delle personali esigenze extrascolastiche di ogni membro della comunità educante.
Auspichiamo che la ripresa delle attività didattiche in presenza consideri non la soddisfazione di percentuali numeriche astratte, ma contempli una seria riorganizzazione del sistema dei trasporti, una accelerazione del piano della campagna di vaccinazione tempestiva ad iniziare dai membri più a rischio tra i lavoratori della scuola, la messa a disposizione di spazi all’interno dei Comuni per una fattibile fruizione dell’attività in presenza in aiuto alle nostre sedi più disagiate, la possibilità di “scaglionare” e sottoporre a turnazione anche altre attività del territorio in modo da decongestionare gli orari di consueto sovraffollamento. Solo salvaguardando la possibilità di assicurare a docenti, studenti e famiglie di non veder stravolto il compimento del progetto educativo comune si potrà assicurare alle nostre scuole la possibilità di adempiere al proprio compito di accrescimento culturale e formazione globale della persona”.