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Sull’incendio che ha distrutto il deposito di plastica della LOAS ad Aprilia e le ricadute in termini di inquinamento ambientale,  interviene il consigliere comunale di Alternativa per Anzio Luca Brignone che chiede ai sindaci di Anzio e Nettuno di prendere provvedimenti ed informare i cittadini su quella che, a tutti gli effetti, è un’emergenza sanitaria.
“In seguito all’incendio della LOAS di Aprilia e dei primi risultati del campionamento effettuati da ARPA Lazio, che indicano un preoccupante superamento dei valori di pericolosi inquinanti, e in particolare del Benzoapirene e PCB, – scrive Luca Brignone – i sindaci di Anzio e Nettuno hanno il dovere di prendere provvedimenti precauzionali a tutela della salute pubblica. A tre giorni dall’incendio, infatti, mentre l’odore di bruciato permane, le azioni dei sindaci non si vedono. I campionamenti, le elaborazioni e i modelli di dispersione degli inquinanti sviluppati dell’Istituto Regionale di Protezione Ambientale non sono terminati e richiederanno almeno alcuni giorni per essere disponibili. Nel frattempo, urgono provvedimenti precauzionali, come quelli presi dal sindaco di Aprilia.
I provvedimenti – insiste il consigliere di Alternativa per Anzio – devono essere commisurati all’entità dei dati disponibili, anche se parziali. A questo proposito, questa mattina ho sollecitato personalmente il Direttore  Generale dell’ARPA Lazio al fine di ottenere tutti i referti analitici disponibili, di sapere le tempistiche per l’elaborazione di ulteriori referti e di sapere se le sedi territorialmente competenti abbiano intenzione di attivare il monitoraggio della qualità dell’aria anche nei comuni di Anzio e Nettuno. Mi auspico – conclude la nota di Luca Brignone – che i sindaci di Anzio e Nettuno stiano facendo lo stesso: in qualità di responsabili della salute pubblica dei cittadini hanno il dovere, nonché il potere, di chiedere supporto all’ARPA al fine di prendere i necessari provvedimenti”.