Nell’ambito della maxi operazione antidroga internazionale denominata “I can”, “Interpol cooperation against ‘ndrangheta”, sono state arrestate sei persone, appartenenti o contigui alle cosche della ‘ndrangheta. Gli arresti sono stai eseguiti tra l’ Argentina, il Costa Rica e l’ Albania. Tra questi c’è anche Franco D’Agapiti, di Nettuno, titolare di un complesso alberghiero a San José in Costa Rica, che gli investigatori considerato il punto di riferimento per gli esponenti della cosca perché svolgeva un ruolo fondamentale: il suo compito era quello di agevolare l’ingresso di cocaina in Italia e offrire ospitalità e appoggio logistico agli esponenti della ‘ndrangheta in trasferta in centro America. L’operazione è stata coordinata dalla Criminalpol. I sei arrestati, da quanto scaturito nelle indagini, sono tutti collegati ad un’indagine condotta dallo Scico di Roma e dagli uomini del Gico della Guardia di Finanza di Reggio Calabria.
Franco D’Agapiti era rimasto coinvolto nella prima meta degli anni ‘90 nell’operazione Tridente, un’inchiesta sul traffico internazionale di stupefacenti che aveva come base Anzio e Nettuno e che porterà al sequestrato di circa trenta chilogrammi di cocaina. Dieci anni dopo, nel 2005, il nome di D’Agapiti era finito nella relazione conclusiva della Commissione d’accesso inviata dal Ministero degli Interni al comune di Nettuno; l’ispezione accertò che D’Agapiti controllava uno degli assessori della Giunta di centrodestra in carica. In seguito alla relazione della Commissione, il consiglio comunale di Nettuno fu sciolgo per infiltrazioni della criminalità alla fine del 2005. Nel frattempo D’Agapiti aveva lasciato l’Italia per trasferirsi in Costa Rica dove è stato arrestato.