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Anzio, troppe polemiche: Villa dei Pini rinuncia al progetto di ospitare il reparto RSA Covid-19

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La Casa di cura Villa dei Pini ad Anzio non ospiterà più il centro COVID-19 che avrebbe dovuto ospitare 40 degenti positivi al virus. La decisione di sospendere l’apertura è stata presa in questi minuti dalla società Villa Benedetta Group che gestisce la struttura sanitaria. La società aveva risposto ad una manifestazione di interesse della Regione Lazio finalizzata ad individuare posti letto nelle RSA regionali da destinare al ricovero in quarantena di soggetti anziani positivi al Coronavirus. Nonostante abbia messo in campo ingenti investimenti e assunto personale medico e infermieristico per il nuovo reparto RSA COVID-19 completamente isolato, la società ha deciso di rinunciare, anche se sarebbe stata pronta ad aprire il 17 aprile scorso, e comunicato la decisione alla Regione. A pesare sulla decisione di rinunciare al progetto, le polemiche e i timori espressi dall’amministrazione comunale. “Viste le manifestazioni di apprensione espresse a mezzo stampa dall’amministrazione locale e dello stato d’animo della popolazione residente – si legge in una nota della società – in merito all’apertura di un centro RSA COVID-19 presso la sopra menzionata casa di cura, in ragione del fatto del fatto che molte delle famiglie di Anzio hanno parenti che lì vi lavorano vi sono ricoverati, Villa Benedetta Group ha deciso di sospendere il progetto e di ritirare la propria candidatura ad ospitare i pazienti RSA COVID-19. Villa Benedetta Group – continua la nota – è consapevole, infatti, che la casa di cura Villa dei Pini rappresenta il riferimento sicuro e di eccellenza nel settore sanitario pe la citta di Anzio e si augura così di risparmiare ulteriori preoccupazioni alla popolazione locale già comprensibilmente provata dal clima di incertezza e di apprensione dovuto alla pandemia in corso”. E in chiusura di comunicato, in virtù degli investimenti fatti e del personale assunto, la società si rivolge direttamente alla Regione “auspicando – si legge – che si possa valutare quando prima con l’assessorato alla Sanità della Regine Lazio di valutare un utilizzo diverso del reparto, al fine di non rendere vano tutto il lavoro fin qui compiuto”.