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Buona politica all’Itis, la polemica del Pd sui corsi

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E’ polemica a Nettuno per il progetto “Essere cittadino – Consapevolezze di buona politica” promosso dall’associazione “Laboratorio di buona politica” presso l’istituto Luigi Trafelli. In totale sono previsti sette incontri per diverse classi della scuola, il primo dei quali si è tenuto lo scorso 24 febbraio. A criticare l’iniziativa è il Partito Democratico di Nettuno, attraverso un comunicato firmato dal proprio segretario Carla Giardiello. La motivazione risiede nel fatto che il fondatore dell’associazione nonché relatore dell’incontro insieme all’avvocato Emanuele Cecchetti sia Paolo Gatti, candidato nelle liste di Forza Italia nelle ultime elezioni comunali. “I relatori a nostro avviso – scrive il segretario Giardiello – non sono propriamente i più titolati e soprattutto disinteressati a plasmare le giovani menti dei ragazzi dell’istituto. Facciamo presente alla Dirigente Scolastica Alessandra Savarese che il suo ruolo è ben altro. A nostro avviso chiamare un ex candidato di Forza Italia e un avvocato suo amico è sicuramente a dir poco scorretto se non addirittura pensato con un secondo scopo. Auspichiamo che la Dirigente Scolastica abbia ben chiaro che non potrà certo continuare a utilizzare la scuola pubblica in modo così spudoratamente di parte”.
Pronta la risposta degli organizzatori del progetto: “Balza agli occhi il livore politico che permea il comunicato, tipico di coloro che si ritengono i depositari del verbo e della morale – scrivono i responsabili del Laboratorio di Buona Politica – si afferma che l’iniziativa sarebbe degna di apprezzamento se non fosse macchiata dalla presenza dei relatori. Come dire che se l’avesse fatta qualcun altro sarebbe andato bene, ma che l’incontro venga introdotto da un ex candidato di un partito non allineato alle posizioni di quello rappresentato dalla sottoscrittrice del comunicato porta ad affermare anche la mancanza dei ‘titoli’ necessari. Il fatto che il segretario del partito veda in questa iniziativa – continua la nota – il tentativo di ‘plasmare le giovani menti’ fa comprendere quanto scarsa sia la considerazione sulle facoltà di ragionamento degli studenti intervenuti che ora, quantomeno, conoscono meglio i meccanismi della costituzione che, come i più sanno, tranne magari l’esponente del Pd, non si presta a strumentalizzazioni politiche essendo l’emblema della democrazia“.

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