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Il consigliere comunale di Alternativa per Anzio Luca Brignone critica duramente la decisione dell’amministrazione comunale di Anzio di riaprire al traffico e al parcheggio piazza Pia e le strade limitrofe fini ad oggi interdette al traffico.
L’operazione che la giunta intende portare avanti non è a costo zero – scrive Brignone – sia dal punto di vista economico che di impatto urbanistico. Si tratterebbe, infatti, di installare barriere lungo la piazza, dissuasori stradali per delimitare i percorsi pedonali e prevedere aree parcheggio lungo le vie, strettissime, che fiancheggiano la piazza, per un costo stimato di almeno 60 mila euro. L’assessore Mazzi assicura che le strutture potrebbero essere usate come arredo urbano anche quando l’area resterà chiusa al traffico. Ma lo stesso Mazzi – continua il consigliere – ci ha dato l’impressione di non essere troppo convinto di questa operazione, che sembra “si debba fare e basta”, magari per motivi puramente elettorali.
Al di là delle innumerevoli perplessità che abbiamo sugli aspetti fisici e architettonici – prosegue il Brignone -, con questo intervento si andrebbe a modificare l’impostazione dell’area pedonale stravolgendone l’assetto e la sua percezione: pensiamo sia un suicidio sotto tutti i punti di vista, a partire dal discorso miope secondo cui i commercianti sarebbero penalizzati dalla pedonalizzazione. Questa assurdità è stata ampiamente smentita in tutti i contesti in cui è stata applicata.
Il centro di Anzio ha subito negli ultimi anni un progressivo svuotamento, i cittadini residenti sono sempre di meno e questo principalmente a causa del decentramento periferico favorito anche con l’ultimo piano regolatore, il quale, inoltre, ha consentito l’apertura di svariati centri commerciali che sono i veri responsabili dell’indebolimento del commercio locale.
Bisognerebbe pensare alla rivitalizzazione della città, riportare al centro una serie di attrattori non solo turistici ma di vita quotidiana e di interesse per i cittadini residenti. Questo è l’unico vero modo per ridare nuova vita anche al commercio e alle attività produttive in genere, non tramite interventi improvvisati che hanno tutto il sapore di essere delle marchette elettorali”.