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Anzio aderisce al progetto voluto da Padre Pio per la costruzione della Casa pediatrica oncologica in Calabria

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Padre Pio

Da ieri sul tetto della “Casa socio-sanitaria pediatrico oncologica Madonna di Fatima” in corso di realizzazione a Drapia – in Calabria – sventola il tricolore italiano. E con esso anche un pezzetto della bandiera di Anzio che ha aderito al progetto del’opera voluta da Padre Pio e portata avanti, in questi anni, dalla figlia spirituale del santo, Irene Gaeta residente a Vitinia, dove ha fondato una Casa d’Accoglienza.

Sono passati 15 anni dal messaggio del 2004 di Padre Pio ad Irene Gaeta: “Figlia mia, in Calabria devi fare un Santuario, un Ospedale Pediatrico, un Centro di ricerca e un villaggio per i sofferenti. Perché i bambini, fin dal grembo materno, nasceranno con il tumore ai polmoni, al sangue e altrove. Si dovranno curare con le erbe naturali, le erbe che nascono lì e l’acqua che scorre là“. Lei, Irene Gaeta, 82 anni, che da oltre 70 anni vive in totale simbiosi con il Santo di Pietralcina e ne custodisce alcune reliquie, insieme all’Associazione dei Discepoli di Padre Pio, ad una rete di volontari e di validi professionisti, è riuscita “nell’impresa divina” di acquistare un’area di diciotto ettari e di completare i lavori del tetto della “Cittadella di Padre Pio – Casa Socio Sanitaria Pediatrico Oncologica Madonna di Fatima“.

E al progetto, coordinato dal responsabile dell’Ufficio Comunicazione e promozione turistica Bruno Parente, sta aderendo anche la città di Anzio; i dettagli di questa partecipazione non sono stati ancora resi noti, ma si sa per certo che proprio il legame tra la Cittadella di Padre Pio e i bambini malati di cancro saranno protagonisti, a fine agosto, durante l’evento di conferimento della cittadinaza onoraria a Carlo Verdone. Sarà proprio lui, insieme al sindaco De Angelis, a rendere noti i particolari del progetto socio-religioso.

A Drapia si respira spiritualità, speranza e soprattutto la fede, tanto invocata dalla Figlia Spirituale di Padre Pio, Irene Gaeta, nel suo toccante intervento: “Noi dobbiamo essere degli evangelizzatori per il mondo. Soltanto attraverso la fede in Dio possiamo salvarci. Ringrazio l’impresario Antonio Gentile, le maestranze che stanno lavorando e tutti i professionisti che, gratuitamente, ci aiutano; ma, soprattutto, ringrazio il nostro Vescovo, lui è il sigillo della Chiesa, che ci ha onorato con la Santa Messa e con la Benedizione del tetto. I Discepoli di Padre Pio sono Chiesa. Io non sono niente, questo progetto mi scivola via, non è mio, ma è di Dio e di ognuno di Voi. Portatelo avanti per il bene dei vostri figli e dei vostri discendenti“.

Questo è un luogo straordinario, quasi miracoloso – ha detto durante l’inaugurazione il Vescovo della Diocesi Mileto, Nicotera e Tropea, monsignor Luigi RenzoNon è normale che all’inaugurazione di un tetto ci debba essere una celebrazione solenne. Ma come ci dice Irene non siamo qui per una cosa normale, ma per fare la volontà di Dio. In questo luogo c’è la luce giusta dal punto di vista umano, sociale, della ricerca medica e scientifica. E poi era possibile dire no ad Irene? No, non era possibile. Lei è veramente travolgente, coraggiosa e coinvolgente, per tutto questo la ringrazio“.

I bambini, protagonisti nel manifesto ufficiale dell’evento di Drapia, non sono gli unici che potranno essere curati all’interno della Cittadella, grazie anche alle erbe di quei terreni, oggetto di studi e ricerche nazionali ed internazionali, che presentano parametri scientifici unici al mondo. Ora più che mai, per andare avanti spediti, necessita l’aiuto di tutti: “Andiamo avanti insieme, – ama ripetere Irene – per portare a compimento l’ultima importante opera che Padre Pio mi ha affidato!”.