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Omicidio Pennacchi, sconto di pena per l’autore del delitto. Riconosciute le attenuanti generiche

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Pennacchi

Le sentenze non si commentano, ma è sicuramente destinata a far parlare la decisione dei giudici della prima Corte d’Assise d’Appello di Roma, arrivata nel tardo pomeriggio di oggi (giovedì 26 ottobre) relativa all’omicidio di Francesco Maria Pennacchi, il giovane commercialista la cui famiglia è originaria di Anzio, ucciso con inaudita ferocia la notte tra il 26 e il 27 novembre da Lorenc Prifti, fornaio quarantatreenne di origini albanesi. L’uomo che in primo grado era stato condannato a 30 poiché aveva scelto il rito abbreviato, oggi ha ottenuto in appello uno sconto di pena: 16 anni e 8 mesi di reclusione, una pena praticamente dimezzata perché gli sono state riconosciute le attenuanti generiche.

Proprio quello che i familiari e gli amici di Francesco non volevano accadesse; la mamma, Isabella De Ninno, dal primo giorno aveva chiesto giustizia per la morte del trentaduenne ucciso sul pianerottolo del suo ufficio a Velletri con una lama di 30 centimetri che gli ha reciso l’arteria polmonare. La donna aveva anche scritto una lettera al presidente della Repubblica per chiedere l’aiuto delle istituzioni dalle quali si è sente abbandonata. “Chi ha il tempo di pensare su dove e come colpire, come fare un agguato e scegliere di togliere una vita non merita sconti, attenuanti generiche concordati in appello. Merita solo la pena certa ed esemplare, giusta per il fatto che compie”. Che equivale ad uno sconto di pena per l’omicida e un fine dolore mai per i familiari di Francesco.