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zanzare
Aumentano i casi sospetti di febbre da Chikungunya

Com’era prevedibile, non si arresta il tam tam mediatico sui casi autoctoni – accertati e sospetti – di Chikungunya rilevati sul litorale a sud di Roma. Una sindrome febbrile acuta, lo ricordiamo, causata da un virus trasmesso dalla puntura di zanzare infette del genere Aedes, in particolare dalla zanzare tigre, ben presente alle nostre latitudini.

A fare chiarezza intanto è intervenuta la Asl Roma 6 che, in una lunga relazione, ha messo nero su bianco che alla data del 12 settembre risultano 9 casi confermati (3 residenti ad Anzio e 6Roma) che hanno soggiornato ad Anzio con insorgenza dei sintomi tra il 5 agosto e il 4 settembre.

A questi vanno aggiunti 52 casi sospetti, 25 dei quali residenti ad Anzio e altri 31 casi relativi a persone giunte in pronto soccorso dal 9 settembre per i quali sono in arrivo i risultati delle analisi inviate allo Spallanzani.

La situazione – si legge nella relazione firmata dal dipartimento di prevenzione della Asl – risulta estremamente fluida; si sta procedendo alla verifica e incrocio dei dati che stanno pervenendo dai diversi canali istituzionali”. C’è da dire che l’esordio della sintomatologia (febbre alta, brividi, cefalea, nausea, vomito e soprattutto importanti artralgie tali da limitare i movimenti) è stata riferita da tutti i pazienti tenuti sotto osservazione tra agosto e settembre.

Intanto, ieri pomeriggio la Regione Lazio ha convocato una riunione con tutte le associazioni dei donatori di sangue del Lazio e tutti i Servizi della medicina trasfusionale per appurare le misure di prevenzione e di trasmissione da virus da Chikungunya,
emanate dal Centro trasfusionale sangue. Nel corso dell’incontro si è deciso di organizzare una raccolta straordinaria nelle Asl non sottoposte a prescrizioni al fine di compensare le carenze dovute alle prescrizioni che riguardano la Asl RM2 e il comune di Anzio.