Home Cronaca Casi di febbre Chikungunya ad Anzio: bloccate le donazioni di sangue

Casi di febbre Chikungunya ad Anzio: bloccate le donazioni di sangue

10740
0
zanzara tigre

Per ora la notizie sono frammentate, ma la conferma ai timori è arrivata poco fa dall’Istituto superiore di Sanità e dall’INMI Spallanzani che nella giornata di oggi hanno identificato 3 casi di Chikungunya – una malattia virale caratterizzata da febbre acuta e trasmessa dalla puntura di zanzare infette – nella zona di Anzio. I pazienti – che ora stanno bene – hanno riferito la comparsa dei sintomi nel mese di agosto e nessuno di essi aveva viaggiato all’estero nei 15 giorni che hanno preceduto a l’insorgenza dei sintomi. Al momento, quindi, l’ipotesi più verosimile è che i casi possano essersi infettati nell’area di domicilio. Tanto che poco fa la Regione Lazio ha ordinato al comune di Anzio di procedere alla disinfestazione in un’area specifica del suo territorio a seguito dei tre casi di febbre per infezione da virus Chikungunya, individuati dalla Asl RM 6 e dall’Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Lazio e Toscana. Sono state perciò immediatamente attuate tutte le misure di controllo e di prevenzione, con il Servizio Regionale per l’Epidemiologia, Sorveglianza e controllo delle Malattie Infettive della Regione Lazio e il supporto del Ministero della Salute, previste nell’ambito del «Piano Nazionale di sorveglianza e risposta alle arbovirosi trasmesse da zanzare. Per contenere la diffusione di questa malattia virale trasmessa dalla puntura di zanzare infette e prevenire la trasmissione attraverso trasfusioni, il Centro nazionale sangue ha anche raccomandato di sospendere in via cautelativa dalla donazione i residenti nel comune di Anzio, ma anche in altre aree regionali in caso in cui emergano all’anamnesi dei donatori sintomi riconducibili a quest’infezione autoctona. Per 28 giorni non potranno donare il sangue anche quanti hanno soggiornato, seppur per poche ore, ad Anzio dal primo agosto, come afferma il Centro Nazionale Sangue (Cns) nella segnalazione inviata alla Struttura di coordinamento per le attività trasfusionali della Regione Lazio e pubblicata sul sito dell’Avis nazionale. Sulla base delle informazioni attualmente disponibili, il rischio complessivo di un’ulteriore diffusione è considerato basso a livello regionale e molto basso al livello nazionale e internazionale.

Già nella giornata di ieri l’Istituto Superiore di Sanità, su richiesta della Regione, ha posizionato alcune ‘esche speciali’ per indicare tutte le aree dove eventualmente sono presenti le larve. Conclusa l’operazione la Asl RM6, su richiesta della Regione, indicherà al Sindaco di procedere immediatamente a una regolare disinfestazione, solo ed esclusivamente nelle zone indicate, operazione necessaria ad eliminare la presenza di questi insetti. La Regione Lazio, inoltre, ha già inviato ai Medici di Medicina Generale una circolare informativa e invitato i cittadini, che manifestano questa sintomatologia, a recarsi in maniera precauzionale, presso uno studio medico per tutti gli accertamenti del caso.

Non è la prima volta che accade in Italia, nell’agosto del 2007 sono stati notificati i primi casi autoctoni in Emilia Romagna. Il termine chikungunya significa “ciò che piega” o “contorce” e fu impiegato durante un’epidemia in Tanzania nel 1952, a causa delle limitazioni articolari dovute alle importanti artralgie che caratterizzano la malattia.