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Eco X, analisi su ortaggi ok. Indagato il titolare per incendio e inquinamento colposo

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Sono stati pubblicati poco fa sulla pagina fb dell’Arpa Lazio e sul sito della Asl Roma 6 gli esiti delle analisi effettuate dall’Istituto zooprofilattico sperimentale del Lazio e della Toscana su ortaggi e foraggi provenienti dalle zone di Pomezia, Ardea, Velletri, Lanuvio e prelevati tra l’8 e il 9 maggio: “tutti i campioni presentano valori inferiori ai limiti di rilevabilità o quantificabilità“. Un’ulteriore buona notizia dopo i dati diramati ieri dal ministro della Salute circa la “non significativa presenza di fibre in amianto nell’aria” nei pressi dello stabilimento di stoccaggio rifiuti. Relativamente all’amianto è stato il procuratore capo di Velletri Francesco Prete, durante la conferenza stampa di questa mattina in Tribunale, a confermare la presenza dell’asbesto nel tetto dell’edificio anche se i monitoraggi e i campionamenti – come infatti dichiarato dalla Lorenzin – lo escludono nell’aria. Si resta comunque in attesa dei risultati delle analisi di Arpa Lazio sui campioni delle polveri raccolte, per valutare dunque il grado di diossina sprigionatasi nell’aria. Risultati che dovrebbero essere comunicati in giornata.

Intanto dopo i sigilli a quel che resta della Eco X, l’amministratore unico della società distrutta dal rogo lo scorso 5 maggio Antonio Buongiovanni, è stato iscritto nel registro degli indagati; su di lui pendono le accuse di incendio e inquinamento colposo, come dichiarato dal procuratore capo. “Allo stato attuale non ci sono elementi per parlare di incendio doloso. Le cause del rogo sono ancora ignote ma è stato accertato che l’innesco è avvenuto all’esterno dei due capannoni in una zona in cui era accatastata una ingente quantità di rifiuti“. Dai primi accertamenti è emerso che la Eco X era già stata sanzionata nel 2012 per irregolarità “con certificazioni antincendio“. “Le cause del rogo sono ancora ignote ma è stato accertato che l’innesco è avvenuto all’esterno dei due capannoni in una zona in cui era accatastata un ingente quantità di rifiuti“, ha sottolineato Prete. Il sospetto è che l’innesco possa essere avvenuto in maniera accidentale, forse anche per un mozzicone di sigaretta.