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Anzio, regolamento di Igiene e sanità: ecco le proposte

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Di seguito le proposte dell’opposizione anziate al regolamento di Igiene e sanità per scongiurare la realizzazione di nuovi impianti rifiuti e non nella zona industriale tra Sacida e Padiglione

E’ stata protocollata poco fa la modifica al Regolamento di Igiene e Sanità richiesto dai consiglieri di opposizione Danilo Fontana, Candido De Angelis, Pino Ranucci, Eugenio Ruggero e Cristoforo Tontini (Leggi qui) e che verrà esaminata nel prossimo consiglio comunale convocato per venerdì 24 febbraio alle 10.30. Il provvedimento, spiegano i firmatari della richiesta, è finalizzato a bloccare in via definitiva l’insediamento sul territorio “di qualsiasi azienda insalubre che possa creare nocumento alla salute dei cittadini di Anzio“. Ecco in sintesi quanto proposto dai consiglieri di opposizione al sindaco Luciano Bruschini e ai colleghi di assise.

La distanza dalla città e dai centri abitati di manifatture, fabbriche o depositi insalubri che, a norma di legge, siano classificati di prima classe, non potrà essere minore di 200 metri. Le distanze minime di rispetto per la costruzione di inceneritori e centrali termoelettriche (comprese biomassa e biogas) dovrà essere di almeno 1000 metri da edifici singoli (residenziali) e almeno 2000 dai centri abitati o di pubblico servizio (dal limite esterno). Potrà essere imposta una distanza maggiore ogni qualvolta se ne riconosca la necessità“. I consiglieri poi alzano il tiro: “E’ vietato aprire manifatture o fabbriche, anche non appartenenti alla prima classe, che possano riuscire in qualche modo dannose alla salute degli abitanti senza l’autorizzazione del Sindaco che potrà concederla sentita, qualora lo ritenga opportuna, una Commissione igienico-sanitaria, la quale accerti se nell’esercizio si sia provveduto con speciali cautele a garantire il vicinato da ogni causa di insalubrità“. Allo stesso modo, quindi previo parere e autorizzazione del Sindaco si procederà quando, per “alcuno degli stabilimenti della prima classe, fosse richiesto l’esercizio nell’abitato in seguito all’introduzione di nuovi metodi o di speciali cautele che escludano ogni nocumento al vicinato. Le norme di esercizio per i singoli stabilimenti o depositi ad uso di industrie insalubri saranno fissate, per quanto possa riguardare le cause di insalubrità o la possibilità di eventuale diffusione di malattie infettive, all’atto del rilascio della licenza“.