Home Cronaca Una giornata ad Amatrice per portare la beneficenza di Anzio e Nettuno

Una giornata ad Amatrice per portare la beneficenza di Anzio e Nettuno

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Tutto si è fermato a quel maledetto 24 agosto del 2016 ad Amatrice. Macerie, case devastate e vite spezzate, tra cui 6 vittime di Anzio e Nettuno. Ma la forza e la volontà fortunatamente non ha abbandonato gli abitanti delle tante frazioni che si sono rimboccati le maniche e stanno sistemando le loro stalle e ciò che rimane delle loro abitazioni. Abbiamo trascorso una giornata con il volontario anziate della protezione civile di Aprilia Simone Abballe, che ha accompagnato alcuni cittadini delle due città del litorale a consegnare direttamente alla popolazione diverso materiale: pellet, benzina, prodotti per la pulizia e gruppi elettrogeni, tutto grazie a raccolte di beneficenza. L’accoglienza è stata straordinaria: sorrisi, caffè e poi inevitabilmente il ricordo va a quel maledetto giorno. “Con la prima forte scossa del 24 agosto ho visto crollare tutto davanti ai miei occhi, tutto intorno a me si muoveva come in una folle e impazzita danza improvvisa che ha devastato tutto in pochi minuti – racconta Angelo, nome di fantasia, che abita nella frazione di Casale – con con quella del 30 ottobre poi anche la mia stalla ha iniziato a presentare delle crepe profonde mettendo a rischio il mio lavoro di allevatore e anche la vita delle mie mucche. Oggi, nonostante l’inagibilità, continuo a lavorare insieme ai miei figli, anche se la voglia di andare via da qui è tanta. Intorno a noi c’è solo desolazione, dolore e ricordi dolorosi”.

Alcune frazioni sono state completamente abbandonate. Nessuna macchina tra le vie, persone tra le strade, ciò che rimane è distruzione, polvere e segni di frammenti di vita che si intravedono dalle enormi crepe e solchi che le scosse hanno provocato in quasi tutte le case. Chi li ha il lavoro nelle stalle, nei campi o nei pochi negozi sopravvissuti al sisma, si è sistemato nelle roulotte o nei magazzini in attesa di una casa da parte dello stato.

Altri racconti e testimonianze nel prossimo numero de “Il Granchio” in edicola sabato 11 febbraio.