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Nettuno, #unmarediverso al Belvedere con i volontari di Libera

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Con l’hastag #unmarediverso è stato comunicato ufficialmente poco fa che i volontari di Libera stanno prestando il proprio servizio in appoggio ai lavoratori della cooperativa che attualmente gestisce lo stabilimento balneare Belvedere di Nettuno. Posto sotto amministrazione giudiziaria lo scorso giugno a seguito dei sequestri – beni mobili e immobili – disposti dalla Procura della repubblica e attuati dalla Guardia di Finanza di Nettuno, per quasi 12 milioni di euro che fanno riferimento all’imprenditore Fernando Mancini. Un provvedimento, lo ricordiamo, che era stato emesso, ai sensi della normativa antimafia, dalla sezione Misure di prevenzione del Tribunale di Roma, a seguito di specifici accertamenti economico-patrimoniali svolti dalle fiamme gialle locali. A seguito del sequestro preventivo, l’Amministrazione comunale guidata da Angelo Casto, si legge in una nota diramata da Libera “ha deciso di contattare Libera per dare un segnale di legalità al territorio e alla cittadinanza”.

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I volontari del locale presidio Don Cesare Boschin Anzio-Nettuno hanno risposto positivamente all’invito, coinvolgendo anche i presidi limitrofi di Aprilia e Latina e altre associazioni con le quali lavorano in rete: il gruppo Agesci Anzio-Nettuno, l’Aifo Latina, l’Azione Cattolica della Diocesi di Albano, il Cngei sezione Anzio-Nettuno, il Centro Sportivo Italiano, Pontum Associazione Interculturale, oltre ad realtà locali come la Cooperativa Riparo di Anzio e l’Associazione Mamme Fuori, le quali svolgeranno alcune delle loro attività al Belvedere.