Mentre l’anno scorso il presidio raggruppò varie forze politiche, quest’anno ci sono solo gli attivisti di Casapound che annunciano una dura battaglia
E’ ripartito questa mattina di buon’ora il presidio all’Ospedale Riuniti di Anzio e Nettuno firmato dagli attivisti di Casapound che avevano annunciato, giorni fa, la ripresa della protesta davanti al pronto soccorso. Sotto i riflettori, ancora una volta, ci sono le condizioni in cui versa la struttura, l’accorpamento dei reparti e il taglio dei servizi. “La Dirigenza ASL RM6 prenda provvedimenti immediati per sopperire alla scarsità di personale medico e sanitario per la stagione estiva che vede il bacino di utenza triplicarsi. Attendiamo di incontrare i vertici ASL, noi siamo qui!“. Così scrivono gli attivisti in una nota stampa diramata tramite i social. L’anno scorso il presidio h 24 durò 43 giorni e vide il raggruppamento di varie forze politiche tra le quali anche Noi con Salvini e Città Futura, che poi abbandonò la postazione al pronto soccorso e attivò una raccolta firme autonoma. Questa volta gli attivisti di Casapound stanno svolgendo il presidio davanti all’ospedale da soli. Ricordiamo che nell’estate 2015 furono oltre 7.000 le firme raccolte apposte da altrettanti cittadini che scesero al fianco dei lavoratori – medici e infermieri – e degli utenti del nosocomio in evidente difficoltà a causa dei tagli imposti dalla Regione Lazio.
Approfondimenti sul presidio nel numero de Il Granchio in edicola da sabato 9 luglio.










