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Il Pd rilancia la proposta di ricapitalizzazione della Capo d’Anzio

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“Basta bugie, il problema è la situazione finanziaria della società”

E’ chiara la posizione del Partito Democratico di Anzio intorno alla bufera che sta avvolgendo il porto: l’infrastruttura deve rimanere pubblica. “Tutto il resto sono solo chiacchiere – dice il segretario cittadino Gianni De Micheli – si parla della questione degli ormeggiatori o si sbandierano fantomatici bandi per nascondere il fatto che questa amministrazione sta pilotando il porto verso la privatizzazione. A breve arriveranno i decreti attuativi della legge Madia sulle partecipazioni e il Comune sarà costretto a cedere le quote della Capo d’Anzio. Se chi vota in consiglio comunale per il porto pubblico lo vuole veramente allora è il momento che si torni a parlare seriamente della questione in consiglio comunale e magari anche con un’assemblea pubblica, come stanno chiedendo in tanti in questi giorni. Ma bisogna fare presto, partiamo dalla nostra proposta di ricapitalizzazione grazie a una sorta di azionariato diffuso ma siamo pronti a modificarla per il bene della città”. Rincara la dose il consigliere comunale Ivano Bernardone: “Manca la volontà politica di salvare il porto pubblico – dice – basta andarsi a leggere il piano di razionalizzazione inviato con mesi di ritardo rispetto ai termini di legge in cui non si fa neanche lo sforzo di cercare di spiegare perché il Comune vuole mantenere la sua quota nella Capo d’Anzio. Non vorrei che qualcuno cercasse in questo modo di scaricare sul Governo Renzi la responsabilità del proprio fallimento. La verità è che tra qualche anno il porto lo farà un privato e lo realizzerà con una variante fattibile rispetto al progetto attuale che, come abbiamo sempre detto, è di fatto irrealizzabile”. Una telenovela quella del porto che ad Anzio ha stancato un po’ tutti: alla conferenza stampa erano presenti una quindicina di persone. Eppure a rischio c’è un pezzo identitario della città.