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La gamification invade sempre di più il mondo dell’arte

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La gamification, cioè l’applicazione di elementi e meccaniche tipiche del mondo del gaming in contesti diversi da quest’ultimo, ha trovato di recente via privilegiata nell’arte.

Ciò è stato reso possibile dalla tecnologia che ha consentito di proiettare nella dimensione artistica l’elemento dell’interattività, che di solito si sperimenta nell’universo ludico. Si pensi alle mostre virtuali, che il più delle volte sono strutturate come percorsi immersivi, esplorabili anche a distanza. Con le invenzioni tech più recenti anche la visita fisica assume un connotato diverso.

Possiamo toccare digitalmente l’opera d’arte o addirittura con il supporto dei visori muoverci all’interno di essa. Con la diffusione della segnaletica digitale, che si avvale dell’uso di app e QR code, il visitatore può digitalmente accedere a contenuti extra, come aneddoti e curiosità sui capolavori e gli artisti. Può addirittura essere chiamato a riprodurre un’opera, sperimentando su di sé l’esperienza della creazione.

Anche il percorso in alcuni musei contemporanei è strutturato come un vero gioco: con quiz e indovinelli da un lato, e premi e badge dall’altro. Si riprende anche il concetto di avanzamento del livello: più lo spettatore procede nella visita più aumenta il grado di difficoltà delle sfide.

Questo dinamismo è parte del successo di app come “MagNet-Missione Magna Grecia”, che ha consentito all’azienda Digital Lighthouse, che l’ha sviluppata, di vincere il titolo di Italian Video Game Awards. L’applicazione, disponibile per iOS e Android, proietta gli utenti in una grande avventura, consentendo loro di vestire i panni di un archeologo alle prese con l’esplorazione dei luoghi più incredibili dell’antichità.

Oggi i visitatori conoscono l’arte entrando in essa e vivendo in alcuni casi persino l’emozione della scoperta. A ciò si aggiungono esperienze sempre più personalizzabili, proprio alla stregua di quanto accade parallelamente nel mondo dei giochi.

Del resto, però, sarebbe ingiusto pensare che sia solo l’arte ad attingere da quest’ultimo. Anche l’intrattenimento, infatti, ha spesso e volentieri emulato il linguaggio artistico con lo scopo di catturare l’attenzione dei giocatori. Pensiamo, ad esempio, alla cura estetica che rende così accattivanti le slot di oggi. Qui anche la ripetizione di simboli, trame e la scelta dei colori è talvolta mutuata all’arte.

Il dialogo tra queste due sfere è, insomma, oggi più intenso che mai e sembra destinato a regalare suggestioni visive sempre più profonde.