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Contro la chiusura deli accessi al mare su Via Gramsci: Comitato dei Mille,Dialogo e Codacons presentano ricorso al Tar del Lazio

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In relazione alla vicenda relativa al ripristino degli accessi al mare lungo Via Gramsci a Nettuno, il Comitato dei Mille e l’Associazione Dialogo hanno deciso di presentare ricorso al Tar del Lazio con il sostegno del Codacons dopo la mancata risposta degli enti ai quali si erano rivolti, tra i quali il comune di Nettuno e la Capitaneria di portoL’ordinamento – scrivono in una nota i Comitati – stabilisce infatti che l’accesso al mare debba rimanere libero, gratuito e nondiscriminatorio, imponendo alle proprietà private confinanti con la costa specifici vincoli proprio al fine di garantire tale principio. In proposito non hanno avuto esisto le Pec inviate un mese fa a Comune e Capitaneria di porto per dirimere la questione. 

Alla luce delle interlocuzioni intercorse con le amministrazioni competenti – scrive nella nota PieroTirocchi in rappresentanza di comitato e associazione -, la vicenda ha assunto oggi una configurazione giuridica ancora più chiara; non ci troviamo più soltanto di fronte allapossibile limitazione dell’accesso al demanio marittimo, ma piuttosto dinanzi a una situazione diincertezza nelle attribuzioni amministrative, nella quale i diversi enti coinvolti tendono a rimpallarsila competenza. Tale situazione sta determinando un effetto particolarmente grave sotto il profilo dell’ordinamento: una condizione di inerzia amministrativa. Pur in presenza di una evidentecompressione del diritto di accesso al mare – precisa la nota – ogni amministrazione tende a rinviare la competenza ad altri enti: la Capitaneria di Porto indica come competente il Comunela Polizia municipale rinvia all’Ufficio tecnico comunale. Ufficio Tecnico e l’Amministrazione comunale non hanno infatti fornito riscontro allecomunicazioni inviate tramite PEC.Si è così determinata una situazione di sostanziale stallo amministrativo, con il rischio concreto che il mancato esercizio dei poteri pubblici continui a impedire il pieno ripristino della legalità.

Per queste ragioni sarà presenato un ricorso al Tribunale Amministrativo Regionale per il Lazio, con l’obiettivo di ottenere:

• l’accertamento dell’autorità amministrativa effettivamente competente ad intervenire;

• la dichiarazione dell’illegittimità dell’inerzia amministrativa complessivamente determinatasi;

• l’ordine all’amministrazione competente di adottare i provvedimenti previsti dalla legge,finalizzati al ripristino della piena e libera fruizione pubblica del demanio marittimo.