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Incertezza sui lavori di escavo del porto di Anzio, sconcerto e rabbia tra i pescatori: “ci stiamo spegnendo”

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Speravano che i lavori di escavo del porto di Anzio iniziassero questa settimana. E invece non inizieranno nemmeno la prossima. La regione Lazio vuole infatti accertare con precisione quanta sabbia dovrà essere rimossa dai fondali per impegnare il finanziamento. I lavori, come noto, saranno eseguiti dalla draga del porto turistico “Marina di Nettuno” che ha dato la massima disponibilità. Ma per il loro inizio, al momento, non c’è alcuna certezza.
“È assurdo – si sfoga Mauro Spina, comandante di motopeschereccio – che un intervento di somma urgenza per ridare sicurezza ai fondali debba fare i conti con la burocrazia. Siamo imprigionati nel porto per la burocrazia. Dobbiamo forse aspettare il fatto eclatante di un peschereccio incagliato o dare colpa a qualche capitano che ha sbagliato manovra per poi far fare bella figura a qualche politico di turno affinché acceleri la documentazione per fare arrivare una draga in minor tempo possibile? Ditelo. Ieri un’altra giornata di pesca persa con 50 centimetri di onda è una cosa vergognosa. Nell’ultima riunione in regione – aggiunge Spina – era tutto a posto, ma sono passate due settimane, qui non si vede nessuno e noi siamo impossibilitati di andare a lavoro chiusi in porto come agli arresti domiciliari. Un’altra giornata persa non retribuita da nessuno e gli aumenti del gasolio ci stiamo spegnendo. Non è possibile che nessuno faccia niente per mandarci a lavorare in sicurezza. Eppure – conclude Spina – l’Italia è una repubblica fondata sul lavoro, ma qui di far lavorare non interessa a nessuno, è uno schifo”.