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Polemiche sui “troppi” eventi culturali, il vice presidente della Commissione cultura Rabini risponde al consigliere Conte

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Sulla polemica scaturita dalle dichiarazioni del consigliere comunale del Patto per Nettuno Carlo Conte che, in consiglio comunale, aveva evidenziato i “troppi” eventi culturali, interviene il vice presidente della commissione consiliare Cultura Gianfranco Rabini.
“Egregio Consigliere, nella seduta consiliare del 29 u.s. sono rimasto sconcertato da una considerazione da lei fatta: “a Nettuno si fanno troppi eventi culturali”. Ora fare affermazioni del genere non solo è sbagliato: è pericolosamente superficiale.
Perché significa non capire – o fingere di non capire – che la cultura oggi è uno dei pochi motori reali di economia locale, turismo, occupazione e vitalità urbana. La cultura non è un orpello, non è un lusso e non è un diversivo: è uno strumento di sviluppo. Ovunque – in Italia e in Europa – le città che investono in cultura, eventi, identità e qualità dello spazio pubblico sono quelle che reggono meglio le crisi economiche, perchè attirano persone, generano presenze, creano lavoro. Le attività non chiudono perché ci sono eventi culturali.
Chiudono quando una città è spenta, senza identità, senza flussi, senza persone nelle strade. E chi pensa di risollevare l‘economia spegnendo piazze e iniziative dimostra di non avere alcuna idea credibile di sviluppo.
La cultura non impoverisce: genera indotto, sostiene bar, ristoranti, commercio, accoglienza. E’ così ovunque. Solo a Nettuno qualcuno finge di non saperlo.
Colpisce poi la leggerezza con cui si sminuisce il lavoro delle associazioni e dei volontari, che tengono viva questa città e ne difendono l’identità, spesso con risorse minime e massimo impegno. Attaccare la cultura significa, di fatto, attaccare loro.
Se l’economia locale è in difficoltà – ed è vero – le responsabilità non stanno negli eventi, ma nella mancanza di una visione strutturale su commercio, servizi, fiscalità e sviluppo.
Prendersela con la cultura è solo un alibi politico, non una proposta. Nettuno non ha bisogno di meno cultura. Ha bisogno di più qualità, più integrazione e più rispetto per chi lavora per il bene della città. Il resto è solo rumore.
Concludo con chiarezza: meno cultura non significa più economia. Significa solo una città più povera, più vuota, più triste, senza futuro”.

Dr. Gianfranco Rabini,
consigliere comunale
e Vice presidente
Commissione Cultura