A Nettuno cresce la preoccupazione tra i residenti del quartiere Tre Cancelli. Il gruppo whatsapp “Tre Cancelli Sicura” è un bollettino quotidiano di rabbia e paura: tentati furti d’auto, furti in casa alle 8 di sera, mentre le persone mangiano tranquille. Non passa giorno dove non ci sia almeno una segnalazione, foto di recinzioni tagliate o video delle telecamere di sorveglianza che riprendono i malviventi, i quali se ne fregano e continuano nel loro lavoro. “Le cause principali? – si chiedono i promotori del gruppo Facebook – Beh, quelle che denunciamo da tempo: illuminazione scarsa, quasi assente e la completa mancanza di auto delle forze dell’ordine le quali trasformano le strade in Gotham City e noi, purtroppo, non diventiamo Batman di notte! Chiediamo da mesi un provvedimento da parte del
Comune, o almeno della Polizia Locale, ma Tre Cancelli resta il quartiere di serie B, mentre altre zone della città godono di telecamere e quanto meno lampioni funzionanti qui è un far west. I residenti vivono col cuore in gola, le famiglie hanno paura ad uscire di casa dopo una certa ora”. “Ragazzi stavano rubando a casa mia in via Castel Madama e sono scappati nel terreno dietro”, scrive sul gruppo un cittadino proprio ieri sera. Il gruppo conta ormai centinaia di persone e si è ampliato anche a Piscina, Cadolino arrivando anche a Via della Seccia e, nelle zone limitrofe rimane l’ultima voce del quartiere. “Però, in comune, lassù… nessuno ascolta – intervengono i ragazzi di Gioventù Nazionale molto attivi sul territorio -. E non è solo la rabbia che ci fa scrivere questo, ma è il problema che questa situazione comporta: il parco giochi della criminalità. Come si fa a vivere così? Noi proposte e soluzioni le abbiamo consigliate: non servono milioni, serve solo la volontà e la capacità di riconoscere le vere priorità per i cittadini che pagano le tasse.
Noi di Gioventù Nazionale non ci stiamo. Tre Cancelli, Piscina, Cadolino, la Seccia, il Villaggio San
Francesco, meritano rispetto. Chiediamo al comune un intervento immediato: chi resta in silenzio è complice!
Il quartiere si unisce, e non molleremo fino a che le strade non torneranno nostre”.
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