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​​Dal Porto a Miami: Samira Paradiso racconta l’anima di Anzio attraverso gli occhi di “Silvio”

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​C’è una sottile linea di spartito che collega il litorale romano alle luci di Miami, e a tracciarla è Samira Paradiso, giovanissima regista anziate, classe 2000, che con il suo cortometraggio d’esordio, Silvio, sta portando la storia e le tradizioni della nostra città sul grande schermo. Il corto, ultimato nell’estate 2025 e presentato ufficialmente nella cornice di Villa Sarsina, è un’opera densa di significati personali e collettivi che nasce da un percorso accademico e umano d’eccellenza: dopo tredici anni nelle file della Banda Musicale di Anzio come flautista e una laurea magistrale in Etnomusicologia alla Sapienza con una tesi dedicata proprio allo storico complesso cittadino, Samira ha deciso di mettersi in gioco dietro la macchina da presa. Lungo 14 minuti, il film esplora la quotidianità solitaria di un anziano maestro di musica, interpretato magistralmente da Michele Gammino, celebre attore e doppiatore di Harrison Ford, legato da una profonda amicizia proprio al nonno della regista, a cui l’opera è ispirata e dedicata. È proprio questo sguardo di una ragazza di soli 26 anni sulla tematica della solitudine nella terza età ad aver colpito le giurie internazionali, portando Samira a vincere la Miglior Sceneggiatura al Fusion International Film Festival, ad essere selezionata al Miami Beach Film Festival e a ricevere la menzione “Movimento Azzurro” al Flaminio Film Festival di Roma, solo per citarne alcuni. Si tratta di un progetto corale e profondamente legato al territorio, che ha visto la partecipazione della famiglia della regista, la madre, il padre e lo zio, e dell’intera Banda di Anzio. Un legame con la città testimoniato anche da un curioso aneddoto: per la scena finale all’anfiteatro di Anzio Colonia, Samira ha lanciato un appello sui social per cercare comparse e, nonostante il caldo estivo, la risposta della cittadinanza, è stata travolgente,​ “Avevo messo un post sui social cercando comparse per il giorno delle riprese. Era luglio, faceva un caldo torrido, eppure l’adesione ha superato ogni aspettativa. Vedere così tante persone accorrere per sostenere un progetto giovane e locale è stato incredibile” racconta emozionata la regista.
Nonostante il respiro internazionale, l’opera resta un prodotto di puro orgoglio locale, realizzato con tenacia e risorse proprie. Il Comune di Anzio ha concesso i permessi e il patrocinio, ma nessun fondo economico ha sostenuto l’impresa. Fondamentale, invece, è stato l’aiuto di Patrizio Colantuono, che ha messo a disposizione preziosi materiali di repertorio per arricchire la narrazione storica.
​Proiettato per la prima volta nella cornice istituzionale di Villa Sarsina, Silvio è più di un cortometraggio: è il manifesto di una generazione, quella dei ventenni come Samira, che non dimentica le proprie radici, ma le tramanda alle generazioni future con un forte messaggio di carattere sociale e culturale. Anzio, con la sua banda e i suoi tramonti, non è mai stata così vicina al resto del mondo.