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Antenne 5G, sentenza del Consiglio di Stato smentisce l’Amministrazione comunale di Anzio

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Sulla questione relativa all’installazione delle antenne 5G in prossimità di siti sensibili come le scuole, Noi Moderati di Anzio riporta una sentenza del Consiglio di Stato che dà ragione al comune di Este che si era opposto all’installazione di una stazione radio base a meno di 100 metri da una scuola. Lo stesso caso dell’antenna installata a meno di 100 metri dalla scuola elementare Acqua del Turco ad Anzio Colonia. In proposito pubblichiamo di seguito la nota di Noi Moderati Anzio che analizza la situazione alla luce della decisione presa dal Consiglio di Stato che dà ragione al comune di Este.
“La sentenza 10065 del 19.12.2025 del Consiglio di Stato (RG 8748/2025) pone fine, senza ambiguità, alla gestione confusa e contraddittoria dell’Amministrazione comunale sul tema delle antenne 5G.
Il Giudice d’Appello della giustizia amministrativa è intervenuto sulla regolamentazione comunale degli impianti di telefonia mobile, chiarendo il corretto bilanciamento tra tutela dei siti sensibili e necessità di copertura del territorio.
La vicenda riguardava il diniego opposto dal Comune di Este (sindaco civico, eletto al secondo turno con l’appoggio proprio del centro sinistra) all’installazione di una stazione radio base collocata a meno di 100 metri da un asilo nido. Il diniego era fondato su un regolamento comunale che prevede una distanza minima di 100 metri dai siti sensibili, derogabile solo in caso di impossibilità tecnica di garantire la copertura del segnale.
Una circostanza del tutto speculare alla mozione presentata da Noi Moderati il 9 ottobre 2025, con la quale si chiedeva, ad esempio, una verifica tecnica rigorosa ed il distanziamento delle stazioni radio base dai siti sensibili in caso di presenza della copertura.
Sul punto, il Consiglio di Stato chiamato ad esprimersi ha affermato principi inequivocabili.

  1. Le clausole di deroga devono essere interpretate in senso letterale e restrittivo;
  2. Il favore legislativo allo sviluppo delle infrastrutture di comunicazione elettronica non elimina la rilevanza della tutela dei siti sensibili.
  3. Il Giudice che intenda valutare positivamente il discostamento da una verificazione tecnica deve fornire motivazioni puntuali e coerenti con le necessità che debbono vertere in tal senso, senza trasformare arbitrariamente differenze “lievi” in miglioramenti “significativi”;
  4. E’ pienamente legittima la potestà regolamentare dei Comuni che fissano distanze minime accompagnate da clausole di deroga debitamente motivate.
    “Quanto sopra è la smentita formale, e normativa, di quanto per mesi hanno sostenuto gli Assessori all’Urbanistica Avv. Di Dioniso e all’Ambiente Dott. Brignone di questo Comune.
    Gli stessi Assessori che hanno:
  • Minimizzato il valore dei regolamenti comunali e del piano antenne, nel primo caso non chiarendo a tutt’oggi se il precedente regolamento del 2019 sia in vigore, idoneo e/o da integrare in ragione dei sviluppi tecnologici e normativi, con l’amministrazione che, allo stato, risulta latitante, rimettendo le scelte di indirizzo politico ad un organo amministrativo terzo (l’ARPA);
  • Sostenuto che il Comune fosse privo di reali poteri nel settore, considerandolo, dunque, un mero “recettore” di disposizioni normative in barba agli interessi della propria comunità;
  • Contestato fermamente i comitati dei cittadini;
  • Interpretato la giurisprudenza in modo selettivo e tramite meri pareri tecnici;
  • Promesso accordi con ARPA LAZIO mai resi pubblici, né, allo stato, concretizzati.
    Dalla primavera scorsa si è assistito esclusivamente a continui cambi di posizione, rinvii e giustificazioni vuote, con l’unica finalità di prendere o forse, per meglio dire, perdere tempo. Il convegno del 20 novembre 2025 ne è stato l’emblema: un’iniziativa non orientata al confronto bensì al tentativo di far legittimare una scelta già compiuta, chiedendo la partecipazione dei cittadini solo in via formale quand’anche l’intento era di “obbligarli” a metabolizzare una – intollerabile e muta – acquiescenza.
    E così viene distratta l’attenzione dall’antenna installata dinanzi alla scuola “Acqua del Turco” (ben meno di 100m), si resta inerti dinanzi ad una diffusione indiscriminata di infrastrutture sul territorio e, a tal proposito, nel mentre è sorta l’antenna di Via delle Orcadi, una stazione radio base impattante nelle dimensioni, in un’area residenziale densamente abitata che ne altera indiscutibilmente il paesaggio.
    Ogni tentativo di dialogo, dunque, è stato respinto, come anche, su espresso invito, l’incontro pubblico promosso da Noi Moderati il 20 dicembre 2025, ironicamente il giorno successivo alla Vostra inequivocabile sconfitta. Perché sì, avete perso, ed avete perso malamente, facendo emergere impreparazione normativa, mancanza di visione ed incapacità di governare persino contrapponendovi alle istanze dei cittadini.
    Anzio non può diventare il regno delle antenne per effetto di un indirizzo politico sordo, miope ed incapace di assumersi delle responsabilità.
    Ed alla luce del recente dispositivo del Consiglio di Stato, che ha mostrato altresì come i Comuni possono realmente stare al fianco dei cittadini, è il caso che gli Assessori coinvolti facciano un “responsabile” passo indietro, riconoscendo le proprie colpe e rassegnando le rispettive dimissioni, avendo taciuto, ovvero non avendo proprio riconosciuto, ciò che in effetti poteva esser fatto per il bene della Città. Se, diversamente, anche tali richieste dovessero rimanere inascoltate, Noi Moderati valuterà la possibilità di presentare una mozione di sfiducia nei confronti dei responsabili per evitare ulteriori danni giuridici, politici ed in particolar modo morali alla cittadinanza. La politica non è solo rappresentanza, è anche e soprattutto rappresentatività”.

Noi Moderati Anzio