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Roberto Alicandri sull’attentato a Sigfrido Ranucci: “Atto criminale frutto avvelenato di una campagna d’odio”

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Sull’attentato al giornalista di Report Sigfrido Ranucci interviene il presidente del consiglio comunale di Nettuno Roberto Alicandri.
“Quello che è successo a Sigfrido Ranucci e alla figlia non è un episodio isolato – si legge in una nota -.
Questo attentato è il culmine di un processo di sistematica delegittimazione umana e professionale, che ha reso un importante giornalista d’inchiesta ogni giorno un po’ più solo, un po’ più esposto e sicuramente più vulnerabile.
Insomma, senza ipocrisie, diciamolo, Sigfrido aveva un mirino piantato sulla fronte.
Questo atto criminale – continua Alicandri – è anche il frutto avvelenato di una campagna d’odio che ha pochi precedenti in Italia nei confronti di un giornalista del servizio pubblico.
Questa bomba ha responsabilità che spetterà agli inquirenti trovare e ai giudici punire; ma in troppi in questi anni hanno cercato di censurarlo.
I suoi detrattori, che oggi, da buoni farisei, si stracciano le vesti per difendere la libertà di stampa – aggiunge – hanno sistematicamente provato ad imbavagliarlo, minacciando continuamente querele per chiudere la sua trasmissione.
Tutti costoro, che normalmente hanno l’orticaria verso i giornalisti che fanno domande non concordate, e che oggi si riempiono la bocca di libertà di informazione, hanno la responsabilità di non averlo protetto. Hanno la colpa di averlo isolato, anche quando le minacce diventavano più serie, deridendolo di fare la vittima.
Oggi sono, a parole, tutti con Sigfrido Ranucci, ma io me le ricordo le derisioni, con tanto di banana, in Commissione Vigilanza, io non dimentico i processi sommari in Parlamento, io non scordo le querele temerarie, le infamie, il fango e persino lo spionaggio.
Purtroppo abbiamo visto già troppe volte in Italia cosa succede ai giornalisti e ai giudizi che vengono lasciati soli, e ieri Sigfrido era un uomo solo.
Certo, oggi la solidarietà è importante, ma non si può difendere Sigfrido Ranucci e Report senza difendere il suo mestiere e il diritto di tutte le giornaliste e i giornalisti di fare informazione d’inchiesta.
Oggi ci sarà giustamente clamore, – conclude il presidente del consiglio comunale di Nettuno – ma da domani chi odia la libertà di stampa continuerà a mettere in atto il suo progetto per arrivare alla democratura che auspica da tanto tempo, e toccherà a tutti noi opporsi a questo progetto autoritario e retrogrado, che ogni giorno intacca una nostra libertà, conquistata con anni si lotta”.