Erano incastrate fra le rocce, su un fondale di circa 12 metri, nella zona della piccola secca, ad un miglio dalle Grotte di Nerone, tre proiettili di mortaio che sono stati individuati da Ivan Fani, della scuola di apnea Free Roma, il sub che stava effettuando una serie di immersioni a largo di Anzio.
“In un primo momento – racconta Fani – ne ho individuato uno che in realtà sembrava in un primo momento una piccola anfora; avvicinandomi ho visto che era un proiettile di mortaio forse della Seconda guerra mondiale. A quel punto ho pensato ci potessero essere altri ordigni, ho quindi perlustrato la zona e a poca distanza ne ho trovati altri due. Erano anche questi incastrati fra le rocce ricoperti da incrostazioni. In questo caso potevano essere confusi con delle rocce“. L’apneista si è recato quindi presso gli uffici della Capitaneria di porto di Anzio, dove ha indicato le coordinate con il punto preciso in cui si trovano i tre ordigni. Che, con tutta probabilità, saranno rimossi nei prossimi giorni. Il mare di Anzio continua a restituire residuati di bellici della Seconda guerra mondiale.
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