In una nota il Comitato dei 1000 e l’associazione Dialogo chiedono al presidente del consiglio Giorgia Meloni di intervenire per ripristinare la legalità a Nettuno per quanto riguarda le riaperture delle discese a mare chiuse abusivamente, secondo le associazioni, negli ultimi trent’anni.
“Il Comitato dei Mille e Dialogo, che raccoglie le famiglie di oltre 1.000
cittadini firmatari – si legge nella nota – lancia un appello accorato alla Presidente del Consiglio Giorgia Meloni
affinché intervenga per ripristinare la legalità lungo il litorale di Nettuno. Da oltre 30 anni, per un tratto di oltre 1,5 km di via Gramsci non esiste alcun accesso al
pubblico demanio marittimo. Tutti gli ingressi sono stati abusivamente chiusi da cancelli posti da
privati (ville e condomini), in palese violazione della legge e della normativa regionale che prevede
un varco ogni 300 metri. Questa situazione compromette la sicurezza pubblica: nel 2022 una donna è deceduta per i ritardi
nei soccorsi, costretti a ricorrere all’elisoccorso tra i bagnanti. Negli anni successivi – continuano i Comitati – si sono
verificati altri episodi analoghi.
Nonostante decine di esposti e la sentenza del TAR Lazio che impone al Comune di ripetere
correttamente un esproprio, nessuna istituzione è intervenuta: Comune, Capitanerie di Porto,
Regione, Prefettura e Ministeri hanno scaricato le responsabilità, mentre la Procura ha archiviato il
fascicolo, definendo la questione “amministrativa” e di competenza della Capitaneria di porto. Come ha dichiarato la Premier dopo lo sgombero del Leoncavallo – ‘La legge deve valere
sempre e ovunque’ – chiediamo che valga anche a Nettuno, afferma il Comitato. Non
chiediamo privilegi, ma il rispetto della legge, per i diritti dei cittadini e per la sicurezza di tutti. Il Comitato chiede alla Premier di sensibilizzare il Comando Generale delle Capitanerie di Porto
e il Comune di Nettuno a riaprire i varchi di via Gramsci documentati essere dello STATO (civ.ci
87, 93 e 125a) e/o previsti dalla legge (un varco ogni 300 mt.) e accertare le responsabilità per
decenni di inerzia amministrativa e danno erariale”.
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