È stato un successo la proiezione del film diretto da Solange Tonnini e andato in scena martedì 19 al teatro Spazio Vitale di Nettuno. “E se mio padre”, opera prima della regista romana cresciuta ad Anzio, è stato accolto con entusiasmo e un calore straordinario dagli spettatori che hanno preso parte alla serata con domande e curiosità sulle riprese. Girato sul litorale laziale tra novembre e dicembre 2023, il film è un viaggio nei luoghi cari alla regista, che proprio tra Anzio e Nettuno ha trascorso le estati della sua gioventù, nella casa al mare acquistata dal padre in zona Cincinnato. Ma è soprattutto la storia di una famiglia, un lavoro corale fatto di personaggi ispirati alla vita reale, dove si ride e ci si commuove allo stesso tempo. Ospiti della serata Massimo Ghini, Sole Tonnini e la sorella Vanessa, che ha intervistato il cast al termine della proiezione, Luca Scapparone, che nel film è il padre di Massimo e Michele Bevilacqua, che interpreta un politico corrotto. Protagonisti, oltre a Ghini che interpreta il papà Adriano, una biondissima Claudia Gerini nei panni di Norma, la mamma, consapevole della doppia vita di Adriano ma innamorata al punto di sopportare la verità per tutta la vita e la piccola Margherita Pantaleo, nel ruolo di Aida, ovvero la stessa Solange Tonnini da piccola che trascorre gran parte del tempo a indagare sugli strani movimenti di suo padre fino a scoprire che aveva una doppia famiglia.
Con la presenza di Dino Abbrescia, Renato Marchetti, Lorenzo Ghini e Michele Bevilacqua, un cast di livello per un’opera che conquista e affascina lo spettatore fin dalla prima scena, con una spettacolare ripresa aerea sulle Grotte di Nerone. Ma sono tanti i luoghi che hanno un posto d’onore nel film di Sole Tonnini, da Villa Adele al Santuario di Nostra Signora delle Grazie a Nettuno, dal Borgo medioevale alla riserva di Tor Caldara al porto Marina di Nettuno. “Questo film è la vera storia della nostra famiglia, dove mio fratello Massimo interpreta mio padre e Claudia Gerini mia madre – spiega Solange Tonnini – Lei era una donna molto ironica, eclettica, spiritosa. Per questo ho deciso di raccontare la nostra storia sotto forma di commedia, altrimenti non avrebbe rispecchiato la vera anima della mia famiglia. Da piccola ero davvero convinta che mio padre fosse una spia. Andava e veniva da casa, non capivo il motivo di queste sue assenze. In realtà importava cavalli dalla Polonia, e aveva una doppia vita, una doppia famiglia, cosa che mia madre accettò per amore. Entrambi sono stati meravigliosi, come genitori. Sono molto legata a questo territorio, sono cresciuta qui, tutti i luoghi che appaiono nel film appartengono alla mia infanzia. Ancora oggi – continua la regista – frequento Anzio regolarmente ed ogni estate prendo una casa in affitto”. Poi è intervenuto Massimo Ghini, raccontando la sua esperienza nel film girato da sua sorella. “E’ stata un’emozione forte interpretare il ruolo di mio padre – ha detto Ghini – Mia madre era una folle, proprio come nel film, una donna molto simpatica, che tutti noi abbiamo amato moltissimo, proprio come nostro padre, che mi ha sempre trattato da figlio, nonostante fossi nato da un precedente matrimonio di mia madre con un altro uomo, che nel film è interpretato da Luca Scapparone”.
Molti, nel film, i riferimenti al momento storico e all’Italia di quegli anni. “Il mio vero padre è stato davvero un partigiano, come nel film, ed è stato davvero arrestato e deportato a Mauthausen. La politica ha sempre fatto parte della mia vita – ha spiegato rispondendo alla domanda di uno spettatore – Sono stato davvero un appassionato militante della sinistra giovanile. Più avanti sono stato anche consigliere del comune di Roma. Poi per fortuna nella mia vita ha preso il sopravvento la parte artistica – ha scherzato – Ho apprezzato molto l’idea di mia sorella di raccontare l’Italia di quegli anni e di quel particolare momento storico, dove l’ipocrisia regnava sovrana. Il film è un’occasione di riflessione su tutto quello che abbiamo guadagnato nella vita. La società va avanti e abbiamo il dovere di far capire ai giovani quale futuro ci aspetta”. E’ intervenuto anche Luca Scapparone, compagno della regista nella vita reale. “Nel film interpreto il padre di Massimo, mio cognato, e rappresento l’anima nera di questa famiglia, un uomo difficile che ha sacrificato gli affetti e l’amore per il figlio in nome di un disegno più grande al servizio del cittadino”.












