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Unione inquilini sugli sgomberi di Corso Italia: “il comune di Anzio umilia i fragili”

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COMUNICATO STAMPA

La nota di Unione inquilini:
LL’Unione Inquilini condanna con fermezza l’ennesimo atto di disumanità perpetrato dall’Amministrazione Comunale di Anzio ai danni di nuclei fragili sgomberati da Corso Italia 36A. Dopo lo sgombero dei 14 alloggi occupati, avvenuto il 26 Giugno, senza alcuna reale alternativa abitativa per i soggetti coinvolti – molti dei quali con gravi condizioni socio-sanitarie – una parte dei nuclei era stata trasferita in via temporanea in una struttura d’emergenza a Castel Volturno, in provincia di Caserta. Una sistemazione precaria, distante e inadeguata sotto ogni punto di vista. Il 30 luglio, in piena estate e nell’emergenza caldo, questi stessi nuclei sono stati caricati su un pulmino e letteralmente abbandonati per strada ad Anzio, senza alcuna soluzione, presa in carico o tutela. Tra loro:
• una donna invalida di 60 anni;
• un uomo solo con fragilità socio-economiche;
• un nucleo con marito invalido, costretto in questo periodo a fare il pendolare per non perdere il lavoro;
• una donna con disagio psichico, fuggita alcuni giorni fa dalla struttura e attualmente irreperibile.
Solo una donna di 68 anni ha ricevuto l’assegnazione temporanea di una stanza in co-housing seguitando l’assistenza alloggiativa del Comune, presumibilmente in ragione dell’età anagrafica. Gli altri, pur vivendo di sussidi statali e senza alcuna reale possibilità di accedere al mercato immobiliare privato, sono stati esclusi da qualsiasi forma di assistenza.
L’Amministrazione si è rifiutata di fare conoscere al sindacato i criteri adottati nella procedura seguita di assistenza alle famiglie, chiudendosi a riccio a difesa di scelte non solo non condivise ma non chiarire nelle ragioni specifiche. Una mancanza di trasparenza che ha costretto l’Unione Inquilini ad avviare la procedura dell’accesso agli atti.
Per l’Unione Inquilini, questa non è gestione dell’emergenza, è abbandono.
È una scelta politica consapevole di negare i diritti fondamentali a chi è più fragile, è una violazione del diritto all’abitare sancito dalla Costituzione e dalle convenzioni internazionali.
Questa vicenda dimostra in modo evidente come l’assenza di politiche abitative strutturate e inclusive generi solo disperazione e marginalità.
Le persone coinvolte in questi sgomberi non hanno scelta né strumenti per inserirsi nel mercato privato, dove i canoni di locazione sono inaccessibili per chi vive esclusivamente di sussidi o in condizioni di precarietà estrema.
L’abbandono istituzionale non fa che alimentare il fenomeno delle occupazioni, creando un ciclo infinito e perverso in cui le stesse istituzioni si limitano a reprimere, senza mai intervenire sulle cause strutturali del disagio.
L’Unione Inquilini continuerà a lottare al fianco delle persone colpite, affinché nessuno venga lasciato solo o dimenticato.
La casa è un diritto, non un favore. Lo Stato e le istituzioni locali hanno il dovere di garantire tutele, non di perpetuare ingiustizie”