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Diritti e dignità per gli sgomberati di Corso Italia ad Anzio: l’Unione inquilini e promuove nuove iniziative

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Blatte, scarafaggi, muri scrostati, condizioni igienico sanitarie al limite. Un quadro desolante e sconcertante quello che hanno trovato le famiglie sgomberate da Corso Italia ad Anzio e trasferite in alcuni immobili nella zona del Comune di Castel Volturno, in Campania. Per questo l’Unione inquilini ha chiesto la riapertura di un tavolo di confronto con il Comune di Anzio e diramato un durissimo comunicato che di seguito pubblichiamo:
“L’Amministrazione di Anzio non ha fatto il proprio dovere – si legge nella nota -. Un conto è dire che non si sono trovate soluzioni all’interno della città, altro è deportare le persone fuori Regione, a Castel Volturno, a oltre 150 chilometri di distanza.
Si era garantito di non spezzare i nuclei familiari, si era aggiunto che si trattava di “mini appartamenti” autonomi, una atroce beffa che si è tramutata in una coabitazione forzata di tutte le famiglie in un unico stabile, con una
sola cucina e 2 bagni (uno inadeguato), da condividere.
Ci si era dimenticati di comunicare la sorpresa speciale dell’ infestazione delle blatte.
Non è garantita la continuità terapeutica, si è distrutta ogni possibilità di relazione sociale o di economia di prossimità.
Abbiamo chiesto, con una PEC, che alleghiamo, un incontro immediato al sindaco e alla giunta, senza ricevere ad oggi alcuna risposta.
Giudichiamo il comportamento dell’Amministrazione di Anzio, – continua Unione inquilini – non solo inadeguato ma gravemente lesiva della dignità delle persone e dei diritti umani.
Non esiteremo a ricorrere a tutte le istanze, fino al Comitato ONU per i Diritti Umani e l’Alta Corte di Giustizia Europea.
Le famiglie non sono feroci criminali ma persone in povertà, tutte nelle condizioni di avere diritto a un alloggio ERP, che hanno occupato un immobile vuoto e degradato, con una proprietà inerte per oltre 20 anni e un contenzioso giuridico complesso (non ancora concluso).
Annunciamo ulteriori iniziative per accedere agli atti e per verificare la correttezza delle procedure e la loro conformità alle normative nazionali e regionali.
Ci appelliamo alle organizzazioni sindacali, alle forze democratiche, alla stampa indipendente, alle associazioni del territorio, alla Chiesa di Anzio.
La solidarietà e il rispetto dei diritti della persona – conclude Unione inquilini – riguardano tutti e, se vengono in qualche modo violati, è tutta la comunità a venirne deturpata”.