Home In evidenza Sanità, contro il depotenziamento dell’ospedale “Riuniti” di Anzio l’appello di centosettanta dipendenti 

Sanità, contro il depotenziamento dell’ospedale “Riuniti” di Anzio l’appello di centosettanta dipendenti 

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Centosettanta firme. Un’enormità. Sono quello che hanno sottoscritto i dipendenti dell’ospedale Riuniti di Anzio in un documento che hanno inviato ai sindaci di AnzioNettunoPomezia e Ardea, al direttore generale della Asl Roma 6 Giovanni Profico, al presidente della regione Lazio Francesco Rocca, al direttore generale della regione Lazio Alessandro Ridolfi e alla direzione regionale salute ed integrazione socio sanitaria. Più che una nota di protesta, si tratta di un accorato appello alle istituzioni per scongiurare la crisi della sanità del litorale nell’ambito della Roma6certificata, purtroppo, dal progressivo depotenziamento proprio dell’ospedale Riuniti di Anzio. Il documento della maggioranza dei dipendenti del nosocomio arriva alla vigila della Conferenza dei sindacidella Asl Roma 6 convocato per domani alle 16 nella sala consigliare del comune di Pomezia.

Questo il documento dei dipendenti del Riuniti:

“Noi operatori sanitari dell’ospedale Riuniti di Anzio-Nettuno e cittadini, con la presente intendiamo lanciare un appello urgente per richiamare l’attenzione sulla grave situazione di progressiva riduzione dell’offerta di servizi sanitari ai cittadini residenti sul litorale dell’Asl Roma 6. La nostra non vuole essere una denuncia, ma una fotografia della realtà che viviamo ogni giorno. È raccontare con trasparenza la situazione della sanità sul litorale, non per accusare, ma per condividere le difficoltà che affrontiamo quotidianamente come operatori sanitari e come cittadini. Il depotenziamento dell’ospedale Riuniti di Anzio-Nettuno, con la riduzione dei posti letto, la chiusura di reparti, la contrazione dell’offerta di alcune discipline specialistiche e la carenza di personale sanitario o specialistico, sta generando una situazione critica che compromette: 

1 – la qualità e l’accessibilità all’assistenza sanitaria per migliaia di cittadini del litorale; 

2 – la sicurezza fisica e psicologica degli operatori sanitari, soggetti a stress continuo e accrescenti episodi di aggressione; 

3 – la motivazione e la qualità del lavoro degli operatori sanitari, con conseguente riduzione della qualità delle cure. 

Osserviamo con crescente preoccupazione una pianificazione sanitaria che sembra penalizzare il nostro territorio, configurando una evidente asimmetria nell’erogazione dei servizi e compromettendo il principio di equità dell’assistenza sanitaria. Né operatori sanitari né i cittadini del litorale possono essere considerati non degni di un’assistenza sanitaria di qualità. Chiediamo un impegno reale per il miglioramento della sanità locale con: 

1 – il potenziamento dei reparti, servizi e risorse dell’ospedale Riuniti di Anzio-Nettuno; 

2 – l’assunzione stabile di personale sanitario qualificato; 

3 – un intervento volto a riequilibrare le attuali disparità territoriali, al fine di assicurare condizioni lavorative e professionali eque per tutti gli operatori sanitari e garantire, in modo uniforme, il diritto alla salute sancito dalla costituzione. 

Riteniamo che la tutela della salute pubblica e la garanzia di un’assistenza di qualità debbano essere una priorità assoluta, nonsubordinata a mere considerazioni economiche. La sicurezza degli operatori sanitari e la qualità dell’assistenza sanitaria devono essere tutelate e garantite”. 

Seguono 170 firme di operatori sanitari dell’ospedale Riuniti di Anzio-Nettuno.