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Il Cup di Villa Albani nel degrado: la denuncia dell’ex consigliere Lina Giannino

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L’ex consigliere comunale di Anzio Lina Giannino denuncia lo stato di degrado nel quale versano i locali del CUP dell’ospedale Villa Albani. Che, da qualche giorno, devono sopportare un peso maggiore di utenza dopo la chiusura del centro prelievi del poliambulatorio Barberini di Nettuno e dello sportello scelta revoca del medico. Servizi che sono stati ridistribuiti a Villa Albani negli spazi che, fino a venti giorni fa, ospitavano gli sportelli CUP per la prenotazione delle analisi cliniche e delle visite specialistiche.
“Ormai siamo al collasso – spiega Giannino – . La Sanità sta in una fase di pre-coma e attende che le venga staccato il respiratore. Oggi a Villa Albani, e le foto lo documentano, c’è un edificio che cade a pezzi nelle sale e nel corridoio. Nella stanza a destra del CUP un odore di fogna toglie il fiato. Un pavimento sconnesso mette a dura prova le persone anziane, mentre grandi crepe e muro scrostato accolgono gli utenti ricordando tempi migliori. Operatori stipati in uno stanzino pieno di scatole e fascicoli – continua la testimonianza – con spazi più piccoli di una gabbia per avicoli in un allevamento intensivo. Il bagno del personale è in comune con persone senza fissa dimora che accedono per docce e servizi sanitari e che non è possibile chiudere dal di dentro, così che se aprite la porta non urlate se trovate altre persone perché la chiave non c’è più e non si sa dove cercarla. Ora, dico , – si chiede Lina Giannino – ma è possibile ridursi in questo stato? Cosa dice o fa il direttore sanitario della struttura che permette al suo personale di lavorare così e che accoglie utenti in questo edificio che ricorda tempi bellici con tanto di sbarco alleato? Una vera vergogna”.