Home Cronaca Il caso Le Sirene, abusi edilizi o paradosso burocratico? Intervengono i gestori...

Il caso Le Sirene, abusi edilizi o paradosso burocratico? Intervengono i gestori del lido

2872
0

Sulla propria pagina Facebook i gestori dello stabilimento balneare “Le Sirene” di Nettuno intervengono illustrando il loro punto di vista alla luce della determina dirigenziale che due giorni fa ha decretato la revoca della concessione demaniale per abusi edilizi.
Ecco la nota:
“Probabilmente diamo fastidio a qualcuno con questa storia della concessione della spiaggia.
Insomma, uno degli stabilimenti storici di Nettuno, ‘Le Sirene’, che anima il litorale sin dal 1938 ed è stato ricostruito con fatica e orgoglio dopo i pesanti bombardamenti del 1944, rischia oggi di sparire e di perdere la concessione
Per chi? Per cosa? Il Comune ci accusa dicendoci “Avete fatto abusi edilizi e subaffittato senza permessi”. Caso chiuso? Forse no. Analizzando la storia che non mente mai (meno male che conserviamo tutto, ma proprio tutto) spunta fuori una storia assurda di burocrazia, strade costruite sopra i lidi, e documenti ignorati per 40 anni. Vi spiego perché il Comune sta prendendo un granchio. Secondo la Determina dirigenziale del Comune di Nettuno (facilmente reperibile online nell’Albo Pretorio) che in questi giorni sta impazzando nei social e nei giornali locali che invito a contattarmi per dargli modo di sentire non soltanto una campana, il nostro stabilimento ha mantenuto per anni strutture senza permessi e non ha rispettato un’ordinanza di demolizione del 2016. La realtà storica è ben diversa (il Comune lo sa benissimo). Per capirci un pò di più bisogna fare un salto nel tempo fino ad arrivare al 1986. Fino a quel tempo lo stabilimento era in perfetta regola, ma il Comune decise di costruire la nuova strada (quella del porto turistico per intenderci) passandoci praticamente sopra e demolendo 130 cabine, bar, magazzini,servizi ed impianti. Sempre in quel tempo fu proprio il Comune stesso a chiedere a “Le Sirene” di spostarsi oltre la strada con una “sistemazione provvisoria”. La società ovviamente sempre in regola che fa? Presenta subito un progetto per mettersi in regola dopo che l’allora sindaco pro-tempore si spese per costruire il porto turistico. Presentò la versione definitiva del progetto nel 1987 che fu regolarmente APPROVATO in commissione edilizia. Perché non abbiamo mai potuto realizzarlo? Colpa nostra? Beh, la verità è di una chiarezza disarmante. Il motivo fu che la Regione bloccò tutto dicendo che finché il Comune di Nettuno non avesse approvato il P.U.A. (Piano di Utilizzazione Arenili), non era possibile. Quindi? Vabbè, andiamo avanti! Da quel 1987, sono passati quasi 40 anni e il Comune non ha ancora approvato questo Piano! In pratica, il Comune ha costretto lo stabilimento al “progetto provvisorio” e poi non gli ha mai dato gli strumenti normativi per mettersi in regola. Capite bene che nella “provvisorietà” può succedere di tutto. Eh già! Ma andiamo alle accuse che ci ha mosso il Comune. La prima accusa è che la società Le Sirene ha fatto gestire ristorante, pizzeria e altre attività a terzi senza la preventiva autorizzazione (il famoso Art. 45-bis), e questo ha portato anche al sequestro penale della pizzeria. Quindi in pratica la mia società avrebbe fatto tutto di nascosto? Eh no signori miei! Non è vero che lo abbiamo fatto di nascosto. Le Sirene hanno sempre presentato le richieste di autorizzazione al Comune (e loro lo sanno benissimo!!!). Allora qual’è stato il problema? Semplicissimo. Il Comune semplicemente non ha mai, e dico mai risposto alle istanze, non concludendo il procedimento previsto dalla legge 241/1990. Inoltre, il Comune di Nettuno obbliga il concessionario come prassi, di chiedere prima la firma dei contratti con i gestori e poi… sparisce, non dando certezze sui tempi. E laddove non ci sono “certezze sui tempi” delle pratiche, cosa c’è? E fin qui siamo già a due indizi di malfunzionamento della macchina comunale: il primo la “provvisorietà” e il secondo “la NON certezza sui tempi” burocratici. Ma andiamo avanti. L’attività penale contro di noi è scattata senza nessuna notifica alla mia società, ma soltanto al gestore della pizzeria. Ripeto, ma sapete a chi è stato notificato questo ordine? Solo al gestore, e mai alla società Le Sirene. Si avete capito bene, MAI alla società. E come mai? Perchè? Cuio prodest (a chi giova, insomma)?. Quindi la mia società “Le Sirene”, ovvero il concessionario è stato ritenuto responsabile di un atto che il Comune non gli aveva mai formalmente comunicato. Mah! Vabbè, andiamo avanti. E’ importante sapere anche che ad ottobre 2025, nonostante i ricorsi pendenti al Consiglio di Stato, il nostro stabilimento Le Sirene decide di fare un passo indietro per quieto vivere e quindi smonta spontaneamente le strutture in spiaggia contestate (quelle che secondo il Comune non consentivano di poter procedere a rilasciare quel benedetto provvedimento di 45bis). Così, finito di smontare ciò che doveva essere rimosso sollecitiamo il Comune il 25 novembre e successivamente il 1° dicembre 2025, a verificare quanto rimosso. I tecnici si recano il 15 dicembre per verificare l’ottemperanza ed eccepiscono solo delle solette di cemento che andavano rimosse. Il giorno dopo ci apprestavamo a rimuovere quanto richiesto dai tecnici, se non che, ci viene comunicato che il sequestro riguardava non solo la pizzeria ma anche lo stabilimento.
Si evince da una attenta analisi, che erano state inserite particelli catastali non corrispondenti alla pizzeria, particelle catastali corrispondenti invece alle strutture che stavamo rimuovendo. L’interdizione errata ha impedito cosi l’ultimazione dei lavori fino alla data del 29 gennaio, data in cui il PM emetteva il dissequestro delle particelle errate. Il 30 gennaio ultimavamo i lavori di rispristino ed il 6 febbraio richiedevamo al Comune il sopralluogo per verificare l’ultimazione dei lavori. Cosa fa il Comune? Si, insomma, cosa fa? NIENTE! NON RISPONDE! E invece cosa fa (15 giorni più tardi)? Invece di mandare i tecnici per certificare la messa in regola, il 20 febbraio 2026 il Comune notifica improvvisamente l’avvio del procedimento per toglierci la concessione. Straordinari. Vabbè! Possiamo senz’altro dire – al netto delle azioni che i nostri legali hanno e stanno intraprendendo a tutela della VERITA’ – che il riassunto della storia può ben essere visto come un atteggiamento (negli anni) da parte del Comune del tipo “… ti distruggo lo stabilimento per fare una strada perchè devo far costruire un porto turistico ANCHE QUESTO IN CONCESSIONE e dove come tutti sanno SVETTA MAESTOSO L’ECOMOSTRO; quindi ti dico di arrangiarti con una struttura provvisoria, per 40 anni non faccio le leggi e i regolamenti necessari (il PUA) per farti ricostruire; ignoro le tue richieste di autorizzazione, e quando alla fine smonti tutto per venirmi incontro… ti tolgo la concessione”. Voi da che parte state? Sono giusti questi comportamenti di un Comune che grazie alla sua inerzia vuole distruggere e far sparire per sempre questo storico pezzo di Nettuno? Vediamo cosa succederà con le nostre azioni legali a 360 gradi e poi, qualora il Comune fosse riuscito a farci sparire saremo curiosi di sapere A CHI FARA’ GOLA LA NOSTRA STORICA CONCESSIONE, anche al netto del fatto che – peraltro – l’anno prossimo – entro Giugno 2027 – per legge tutti i Comuni d’Italia DOVRANNO APPLICARE LA FAMOSA LEGGE BOLKESTEIN. Spero di non essere stato noioso, ma dovevo scrivere perchè è insopportabile quello che stiamo leggendo in questi giorni a livello locale. In ogni caso vi terremo informati degli eventuali sviluppi della situazione. Stay tuned!”

“Le Sirene”
Stabilimento
balneare Nettuno