Lo scorso mercoledì 22 aprile, l’Istituto Comprensivo Anzio V ha ospitato un evento di profonda rilevanza dedicato al contrasto della violenza di genere. Promossa dalla Commissione Bullismo dell’Istituto – composta dai docenti Giovanni Mattia, Anna La Neve, Patrizia Costa e Daniele Querini – la giornata ha saputo tessere un filo diretto tra generazioni diverse, unendo studenti, docenti e istituzioni in un impegno corale contro ogni forma di discriminazione. Un momento di forte impatto simbolico è stata l’inaugurazione di una panchina gialla, installata come monito costante contro il bullismo e segno dell’impegno quotidiano della scuola nel promuovere la cultura del rispetto. Ad aprire i lavori è stata la Dirigente Scolastica Angela Rosato, che nel suo saluto ha voluto ringraziare la Commissione Bullismo, il corpo docente, l’Amministrazione comunale e tutti gli ospiti presenti, ribadendo con forza quanto sia vitale fare rete tra scuola e territorio per affrontare fenomeni così complessi e radicati.
La mattinata ha visto come protagonisti gli studenti, coinvolti attraverso linguaggi capaci di toccare le corde dell’emotività e dell’intelletto. A inaugurare l’incontro sono state le note toccanti del brano L’amore rubato, eseguito dal coro delle classi terze diretto dai docenti Daniele Querini e Cristiana Antonelli; a seguire la performance del gruppo teatrale Dietro la Maschera. Gli attori, diretti da Laura Caggiari, hanno portato in scena rappresentazioni vivide su temi quali il bullismo, l’omofobia e i disturbi del comportamento alimentare, scatenando un dibattito autentico e ricco di domande tra i giovani spettatori. Il percorso è poi proseguito con il contributo delle educatrici del Centro Antiviolenza “Marielle Franco”, che hanno guidato i ragazzi nell’analisi critica degli stereotipi di genere e del patriarcato moderno, mentre la Polizia di Stato ha fornito un quadro preciso sulle responsabilità penali e le conseguenze legali dei comportamenti violenti, rendendo tangibile la gravità di tali atti.
Nel pomeriggio l’attenzione si è spostata sulla comunità educante, docenti e genitori. Una conferenza di alto profilo, curata dalla dottoressa Rachele Pinto e dal sociologo e analista della Polizia di Stato Ciro Nutello, ha offerto ai presenti strumenti concreti per intercettare i segnali, spesso subdoli, della violenza. Attraverso un approccio partecipativo, i relatori hanno sviscerato i meccanismi psicologici della manipolazione e della dipendenza affettiva, sottolineando l’importanza di liberare le vittime dalla trappola del senso di colpa. La parola chiave emersa con forza è stata “consapevolezza”: la capacità di leggere la realtà e di riconoscere tempestivamente i pericoli di una relazione abusiva.
Educare all’ascolto emotivo e al riconoscimento dell’altro è una necessità per scardinare pregiudizi secolari. La giornata del 22 aprile ha segnato così un passo fondamentale per Anzio V: un momento di crescita collettiva che dimostra come, solo attraverso il dialogo e la responsabilità condivisa, sia possibile prevenire la violenza e costruire una cultura basata sul rispetto reciproco.














