HomeLifestyleFalsi finanzieri e falsi tecnici dell'acqua, ad Anzio e Nettuno la truffa...

Falsi finanzieri e falsi tecnici dell’acqua, ad Anzio e Nettuno la truffa parte quasi sempre da un’identità copiata

La Sezione operativa navale della Guardia di Finanza di Anzio ha diffuso a fine luglio un avviso alla cittadinanza dopo un aumento delle segnalazioni. Diversi residenti di Anzio e Nettuno erano stati contattati da sedicenti finanzieri e sul display del telefono compariva il numero reale della caserma. Il pretesto era un accertamento urgente, l’obiettivo far […]

Kinsale Pub

La Sezione operativa navale della Guardia di Finanza di Anzio ha diffuso a fine luglio un avviso alla cittadinanza dopo un aumento delle segnalazioni. Diversi residenti di Anzio e Nettuno erano stati contattati da sedicenti finanzieri e sul display del telefono compariva il numero reale della caserma. Il pretesto era un accertamento urgente, l’obiettivo far uscire di casa i proprietari per svuotare l’abitazione rimasta incustodita. Nella variante che i militari chiamano “finta perizia dei valori” la vittima veniva invece convinta a radunare contanti e gioielli, in attesa di una pattuglia che sarebbe arrivata alla porta.

Il numero che compare sul display non prova nulla

La tecnica ha un nome, spoofing, e consiste nel falsificare l’identificativo del chiamante. Non richiede di entrare nella rete della Guardia di Finanza né di avere accesso al centralino della caserma. Basta instradare la chiamata attraverso un operatore estero dichiarando un numero italiano qualsiasi.

Quanto sia diffusa si è capito quando l’Agcom ha imposto ai gestori di filtrarla. Dal 19 novembre 2025, con la delibera 106/25/CONS, le chiamate in arrivo dall’estero che espongono un numero di cellulare italiano vengono bloccate, salvo che il cliente sia davvero in roaming. Nei primi giorni di applicazione i quattro principali gestori hanno respinto in media circa 7,46 milioni di chiamate al giorno, e su una delle direttrici monitorate il blocco ha riguardato quasi il 90 per cento del traffico ricevuto.

Il Granchio ha raccontato lo stesso schema più volte, con divise diverse. L’avviso della Guardia di Finanza di Anzio è arrivato a luglio. A marzo il Comune di Nettuno aveva segnalato false assistenti sociali che si presentavano alle porte, ad aprile finti avvisi di mancato pagamento della Tari circolavano su WhatsApp, a luglio Acqualatina aveva smentito qualsiasi controllo dell’acqua a domicilio.

Lo stesso schema, applicato a un sito

Il passaggio dal telefono al web non cambia il meccanismo. Cambia soltanto l’insegna da imitare. I siti di gioco non autorizzati copiano loghi e numeri di concessione delle piattaforme legali, promettono bonus con requisiti di sblocco irraggiungibili e rendono complicato il prelievo delle vincite. La grafica è spesso curata meglio dell’originale, perché è l’unica parte su cui possono permettersi di investire.

Anche qui, però, esiste un identificativo che si può riprodurre nell’aspetto ma non nella sostanza, ed è il numero di concessione. Dopo il riordino del settore le concessioni per il gioco a distanza sono passate dalle 208 in regime di proroga a 52, assegnate a 46 operatori e operative dal 13 novembre 2025. Ognuna è costata sette milioni di euro una tantum, ha una durata massima di nove anni e non prevede rinnovo.

È una soglia d’ingresso che spiega perché l’elenco sia così corto. I casinò online affidabili sono esclusivamente quelli legali secondo l’ADM e cioè che hanno una licenza attiva, con numero e intestatario consultabili sul registro pubblico dell’Agenzia. Chi in quell’elenco non compare non ha una concessione italiana, e in Italia non può raccogliere gioco.

I requisiti che stanno dietro a quel numero, del resto, non sono formali. Per partecipare al bando un operatore deve dimostrare esperienza nel settore e ricavi di almeno tre milioni di euro negli ultimi due esercizi chiusi, tenere i server all’interno dello Spazio Economico Europeo e registrare il sito su un dominio nazionale intestato al concessionario stesso. Sono vincoli verificabili dall’esterno, e imitarli costa molto meno che rispettarli.

Le verifiche che restano possibili

Il criterio comune alle due situazioni è sempre lo stesso. L’identità va controllata su un canale diverso da quello che l’ha proposta. Per il numero di una caserma il canale è il centralino, per un avviso Tari lo sportello comunale, per un sito di gioco l’elenco dei concessionari, per un tecnico dell’acquedotto il servizio clienti del gestore. In tutti i casi il canale di verifica esiste già, è pubblico e non costa nulla.

Vale la pena ricordare quanto il fenomeno sia diventato industriale anche sul litorale. A maggio le Fiamme gialle della Compagnia di Nettuno hanno chiuso un’indagine su un sodalizio attivo tra Anzio e Nettuno che tra il 2022 e il 2025 aveva realizzato oltre 1.600 truffe per circa 575mila euro, in buona parte con annunci di alloggi inesistenti. Le misure cautelari hanno riguardato 17 persone. Il danno non si è fermato alle vittime. Ha colpito anche le strutture ricettive in regola, che si sono trovate a competere con offerte che non esistevano.

A chi è già caduto nella trappola resta comunque la denuncia, che è anche il presupposto per accedere agli strumenti di sostegno. Il Comune di Anzio ha ricordato in passato l’esistenza del Fondo di solidarietà della Regione Lazio per gli anziani vittime di truffe e furti, che riconosce un contributo a parziale ristoro del danno subito e si attiva solo dopo la presentazione della denuncia. A comunicarlo era stato l’assessorato ai Servizi sociali del Comune, che in quelle occasioni ha sempre indicato la denuncia come il passaggio da cui tutto il resto dipende.

Studio Dentistico Villa Albanese
Redazione Ilgranchio.it
Redazione Ilgranchio.it
Rendere l’informazione pubblica, accessibile e imparziale è la nostra mission. Eccoci, ci presentiamo!
Riva Ricambi Anzio