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Cambiano gli orari di entrata e uscita per gli alunni della primaria “Saragat” ad Anzio, scatta la protesta dei genitori

Entrata alle 8:30 anziché alle 8,10, uscita alle 16,30 anziché alle 16,10. Sono 40 minuti, tra i suoni della campanella, che stanno procurando disagi a numerose famiglie di Anzio. Sono quelle che hanno deciso di iscrivere i propri figli alla scuola primaria “Saragat”. Al momento dell’iscrizione era stato garantito loro un orario di entrata (8,10) […]

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Entrata alle 8:30 anziché alle 8,10, uscita alle 16,30 anziché alle 16,10. Sono 40 minuti, tra i suoni della campanella, che stanno procurando disagi a numerose famiglie di Anzio. Sono quelle che hanno deciso di iscrivere i propri figli alla scuola primaria “Saragat”. Al momento dell’iscrizione era stato garantito loro un orario di entrata (8,10) e di uscita (16,10). Sulla base di quell’indicazione, i genitori avevano organizzato la giornata dei propri figli tenendo conto anche delle attività extra curricolari che i ragazzi svolgono. Il cambiamento di orario, comunicato a poche ore dall’inizio dell’anno scolastico, ha portato ad una situazione di disagio che viene denunciata da tutti i genitori.
Di seguito, pubblichiamo la lettera di una mamma che analizza con lucidità ed amarezza una situazione imprevista che costringe lei, ma anche tanti genitori della Saragat, a rivedere gli impegni dei propri figli durante la giornata.

Lo sfogo, la protesta
Non fate i figli. Questo è quello che mi viene da suggerire alle nuove generazioni. Perché la società in cui viviamo fa di tutto per mettere in difficoltà le famiglie. Oppure vuole che le mamme si licenzino, pensando di essere ancora negli anni 50 in cui la donna non lavorava ed era a casa a badare alla famiglia. Perché quello che sta succedendo da una settimana a questa parte ha dell’incredibile. A due giorni dall’inizio della scuola, precisamente ad Anzio, Primo circolo, Plesso Saragat (plesso di SERIE B visto che è l’unico ad essere stato svantaggiato come sempre) viene comunicato a noi genitori che l’orario di entrata sarà posticipato dalle 8.10 alle 8.30. Uno potrebbe dire “Bhe tutta questa storia per soli 20 minuti!” Quei 20 minuti sono i minuti che permettono ad una mamma di lasciare ogni giorno con serenità il proprio figlio a scuola prima di timbrare alle 8.30, oppure ad un papà di accompagnare la propria figlia prima di correre ed andare a prendere un treno per Roma. La maggior parte delle famiglie ha magari scelto quel plesso per questo orario, perché permetteva di convogliare la vita familiare a quella lavorativa. Ma sia la dirigente scolastica che l’assessore comunale all’istruzione (per altro due donne, e da donna non mi aspettavo una scelta a svantaggio di noi mamme lavoratrici!) non hanno pensato minimamente al disagio che poteva creare una scelta del genere, e sottolineo a due giorni dall’inizio dell’anno scolastico. Questo lo trovo ingiusto sia nei confronti dei bambini che a Gennaio hanno rinnovato l’iscrizione sia per i nuovi entrati in cui l’iscrizione è stata fatta a Gennaio sicuri che l’orario di entrata fosse alle 8.10. Per non parlare delle conseguenze che porta anche l’orario di uscita, visto che i bambini non usciranno più alle16.10 ma alle 16.30, a discapito di molti bambini che da anni frequentavano lo stesso sport che iniziava alle 16.30.
Insomma hanno creato un vero e proprio sconvolgimento nell’organizzazione di molte famiglie, che avevano impiegato anni per cercare un equilibrio tra scuola\lavoro\sport. Questa società vuole le donne a casa, pronte a far fronte alla disorganizzazione comunale con il sorriso e qualche bigodino in testa. Vuole umiliare una mamma, che finalmente aveva ritrovato lavoro dopo anni di fermo, magari per dedicarsi alla nascita del proprio figlio, vuole che si chiedano permessi non retribuiti per cercare di accompagnare il proprio figlio a scuola, vuole che si arrivi più tardi a lavoro e si esca inevitabilmente più tardi, togliendo ulteriore tempo da dedicare alla famiglia. Non volevo andare sulla politica, ma da questa giunta comunale, che tra l’altro io e la mia famiglia abbiamo votato, non me lo aspettavo. Delusa e amareggiata.

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Redazione Ilgranchio.it
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