Nella giornata di ieri si è concluso, dopo una settimana, il campo scuola della Protezione Civile, al quale hanno partecipato 35 ragazzi di età compresa tra i 10 e i 16 anni. Il campo era stato allestito nell’area intorno al palazzetto dello sport “Giulio Rinaldi“ e i giorni della settimana sono volati tra incontri, prove pratiche, escursioni. Un’esperienza straordinaria che ha impegnato nell’organizzazione la Protezione Civile di Anzio. Di seguito, pubblichiamo le bellissime parole che, sulla pagina Facebook, ha scritto Giuseppe Mercuri, coordinatore della Protezione Civile di Anzio. Per lui, per i ragazzi e per tutti gli altri volontari un’esperienza indimenticabile.
“Quest’anno ho deciso di trascorrere le mie ferie ad Anzio.
Nella mia città.
La città dove vivo e che amo.
Ma non sono state ferie come le altre.
Ho deciso di mettere il mio tempo a disposizione di un progetto che, ancora prima di cominciare, sentivo essere qualcosa di speciale: il campo scuola “Anch’io sono la Protezione Civile”, il primo e unico campo scuola di questo tipo realizzato ad Anzio.
Ho partecipato con un ruolo di responsabilità.
Oggi il campo si è concluso.
E mentre rientro a casa, con addosso una stanchezza difficile persino da raccontare, mi porto dentro una consapevolezza e delle emozioni che, invece, è impossibile misurare.
Il primo pensiero va a tutti i volontari del Gruppo Comunale Protezione Civile Città di Anzio, che mi onoro di rappresentare.
Abbiamo sudato.
Abbiamo faticato.
Abbiamo lavorato tanto.
Ci siamo aiutati l’un l’altro.
Ognuno ha messo a disposizione quello che poteva: chi tanto, chi poco, chi qualche ora, chi intere giornate.
Ma tutti abbiamo messo qualcosa.
E quel qualcosa, insieme, è diventato tantissimo.
Abbiamo affrontato il caldo, la stanchezza, lo stress, la pioggia e soprattutto il peso della responsabilità.
E sì, ci sono stati anche momenti di tensione.
Perché quando si lavora tanto e si dà tutto sé stessi, può succedere.
Ma è bastata una parola.
Uno sguardo.
Un sorriso.
Una stretta di mano.
Un abbraccio.
E tutto è tornato al proprio posto.
Perché alla fine siamo questo: una squadra.
Il secondo pensiero va ai ragazzi.
A quella loro energia che non si può descrivere.
In questi giorni sono stati loro, senza saperlo, a insegnare qualcosa a me.
Grazie ai ragazzi dell’AIPD Aipd Anzio Nettuno ho compreso, concretamente, cosa significhi la parola inclusione.
E ho capito che, per quanto possiamo pensare di insegnare qualcosa agli altri, c’è sempre molto da imparare.
Mi porto a casa i loro sorrisi, le loro risate, le domande, l’entusiasmo e quei momenti che resteranno impressi nella memoria molto più di qualsiasi fotografia.
Mi porto a casa anche la gratitudine verso chi ha creduto in questo progetto e lo ha sostenuto con collaborazioni, disponibilità e sponsorizzazioni.
E, forse, anche una consapevolezza diversa.
Ho capito che esiste chi sceglie di esserci e chi, invece, vive avvolto nell’indifferenza.
A chi ha dato, anche solo un piccolo contributo, grazie.
A chi non ha avuto nemmeno la voglia di guardare, non porto rancore.
Semplicemente, alcune persone non meritano nemmeno il mio saluto.
Ora, nella tranquillità delle mura di casa, ripenso a questi giorni.
Rivedo i volti dei ragazzi.
Rivedo i sorrisi dei miei amici volontari.
Rivedo le tende, le tavolate, la pioggia, il sole, la fatica, le risate, le attività, gli imprevisti e quel campo che giorno dopo giorno è diventato una piccola comunità.
E mi godo la soddisfazione di aver contribuito a fare qualcosa di bello.
Per me.
Per i ragazzi.
Per il Gruppo.
Per la mia città.
Dico contribuito perché il merito non è di una persona.
È di ogni singola persona che ha dedicato anche solo un pensiero a questo progetto.
È della Polizia Locale di chi, al suo interno, segue la Protezione Civile.
È del Sindaco Aurelio Lo Fazio Presidente del Gruppo Comunale.
È dell’Amministrazione del Comune di Anzio
È di tutte le realtà che hanno collaborato.
Ed è soprattutto di un gruppo meraviglioso di uomini e donne che hanno scelto di dedicare una parte del proprio tempo agli altri.
I volontari.
Questo progetto, finanziato dal Dipartimento Nazionale della Protezione Civile, con il contributo previsto in ugual misura per le associazioni partecipanti, è riuscito a trasformarsi in qualcosa di grande senza costi aggiuntivi per il Comune e l’Amministrazione.
27 ragazzi partecipanti.
8 ospiti, vera espressione di inclusione.
45 persone sedute insieme a tavola.
Numeri?
Sì.
Ma dietro quei numeri ci sono persone, emozioni, relazioni e ricordi.
E allora posso dirlo con un sorriso:
“È vero, mi piace vincere facile.”
Ma non perché dietro c’è il supporto dell’Amministrazione.
Quello è normale. È naturale.
Siamo un Gruppo Comunale e il nostro Presidente è il Sindaco.
Mi piace vincere facile perché dietro questo risultato c’è qualcosa di molto più importante:
c’è un gruppo.
C’è una squadra.
Ci sono uomini e donne.
Ci sono ragazzi e ragazze.
Ci sono persone che hanno scelto di dedicare tempo ed energie al prossimo.
Ci sono i volontari.
E forse è proprio questa la cosa più bella che mi porto a casa.
Quest’anno non sono andato in ferie lontano.
Ho scelto di restare ad Anzio.
E oggi posso dire di aver vissuto una delle esperienze più intense, faticose e belle che potessi regalarmi.
Sono stanco.
Terribilmente stanco.
Ma sono soddisfatto .
Perché quando dai qualcosa alla tua città e alla fine ti accorgi di aver ricevuto molto più di quanto hai dato, capisci che ne è valsa davvero la pena.
E mentre chiudo questa porta e finalmente mi concedo un po’ di riposo, penso a tutto quello che è successo.
E il mio cuore biancoceleste, inevitabilmente, mi fa tornare alla mente una frase pronunciata da Paolo Di Canio nel derby del 2005:
“Co’ ‘sta maglia addosso nun c’ho paura de niente.”
Questa, però, è un’altra maglia.
È quella del Gruppo Comunale di Protezione Civile città di Anzio
E con questa maglia addosso…
Grazie ragazzi.
Grazie volontari.
Grazie Anzio.
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- Giuseppe Mercuri Coordinatore del gruppo comunale di Protezione Civile di Anzio



