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Nettuno, accesso al mare negato: il TAR chiude la fase cautelare e fissa una nuova udienza per il 27 ottobre

“In meno di due mesi il TAR Lazio, Sezione Quinta Ter ha costruito, pezzo dopo pezzo, una delle vicende più significative dell’estate 2026 sul fronte del demanio marittimo.Oggi, con l’ordinanza n. 4963/2026, il Collegio ha messo un punto alla fase cautelare del ricorso Codacons – Comitato dei Mille e Dialogo, confermando la trattazione del silenzio […]

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“In meno di due mesi il TAR Lazio, Sezione Quinta Ter ha costruito, pezzo dopo pezzo, una delle vicende più significative dell’estate 2026 sul fronte del demanio marittimo.
Oggi, con l’ordinanza n. 4963/2026, il Collegio ha messo un punto alla fase cautelare del ricorso Codacons – Comitato dei Mille e Dialogo, confermando la trattazione del silenzio amministrativo del Comune di Nettuno nella camera di consiglio del 27 ottobre 2026.
Una decisione che arriva dopo due decreti presidenziali che hanno già inciso profondamente sulla gestione dell’arenile e sugli equilibri tra cittadini, amministrazione e privati.
Il primo snodo è il decreto del 24 luglio 2026. Con il provvedimento n. 4158/2026, il Presidente della Sezione ha concesso una misura cautelare monocratica, evento raro nel rito sul silenzio. Il TAR ha riconosciuto che il silenzio del Comune di Nettuno sulla diffida del 19 gennaio 2026 non era un semplice ritardo burocratico, ma un ostacolo alla fruizione sicura del demanio marittimo. Da qui l’ordine immediato rivolto al Comune di consentire l’accesso all’arenile in sicurezza nel tratto oggetto di diffida, rimettendo in moto un’amministrazione ferma da mesi e riaprendo un segmento di costa al centro di tensioni e contrapposizioni.
Il secondo passaggio è il tentativo di revoca del decreto, presentato il 3 agosto da una controinteressata. Il TAR ha risposto il giorno successivo con il decreto n. 4333/2026, respingendo l’istanza. La Sezione ha rilevato l’assenza di un pregiudizio grave e irreparabile, la prevalenza dell’interesse pubblico e la necessità di mantenere l’equilibrio tra le posizioni in gioco. Il provvedimento del 24 luglio è rimasto pienamente efficace.
L’ordinanza pubblicata oggi chiude la fase cautelare. Dopo la camera di consiglio del 4 settembre, il TAR ha preso atto della situazione: la stagione balneare è agli sgoccioli, il decreto monocratico ha già prodotto i suoi effetti e la tutela dei ricorrenti può essere garantita attraverso una rapida definizione del merito. Per questo il Collegio non rinnova né modifica le misure cautelari, conferma la camera di consiglio del 27 ottobre 2026 e compensa le spese della fase cautelare. Tre provvedimenti in 47 giorni non sono routine. La Quinta Ter ha riconosciuto che il silenzio amministrativo, quando incide su beni pubblici ad alta intensità collettiva, può generare pregiudizi immediati e richiedere interventi urgenti, ma ha anche riportato la vicenda nel suo alveo naturale: quello del giudizio sul silenzio, che deve stabilire chi doveva fare cosa, quando e perché non l’ha fatto.
Il 27 ottobre sarà il giorno decisivo: si valuterà la legittimità del silenzio, si chiariranno gli obblighi del Comune, della Regione e della Capitaneria e si definirà il perimetro dell’interesse pubblico alla sicurezza dell’arenile”.

  • Piero Tirocchi
    Legale rappresentante Comitato dei Mille e Dialogo
Studio Dentistico Villa Albanese
Redazione Ilgranchio.it
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