Nel consiglio comunale tenutosi ieri è stata respinta la richiesta del consigliere di Noi moderati Silvio Marsili che aveva chiesto una proroga di tre mesi del divieto di rilascio autorizzazioni per l’installazione di antenne per la telefonia. Nella risposta della maggioranza è stato spiegato che attualmente è al lavoro una società che sta facendo una ricognizione su tutti gli impianti presenti sul territorio e sta lavorando, di concerto con la commissione consiliare deputata, ad un nuovo regolamento. Posizioni contrapposte che sono stato un motivo di polemiche in consiglio.
Sulla spinosa questione antenne pubblichiamo una nota di Luca Sacripanti del Comitato cittadino che sta seguendo la questione relativa alla installazione di antenne per la telefonia sul territorio di Anzio. Di seguito il suo intervento.
«La nostra battaglia per affermare principi giuridici e giurisprudenziali compie un anno. 365 giorni di passione e di confronto con una Amministrazione che ha provato a derubricare le installazioni delle antenne 5G a tema secondario e come un evento ineludibile.
Un’Amministrazione che ha tentato, soprattutto attraverso il Vice Sindaco e l’Assessore alle Politiche Ambientali, di fondare la propria “sopravvivenza” politica sulle contraddizioni e sulle contestazioni nei confronti dei cittadini più informati e più informanti.
Si badi bene cittadini assolutamente normali che, attese le scarse – non solo per quantità – argomentazioni e iniziative e, soprattutto, i ritardi e gli inadempimenti ai quali l’attuale politica sembra essersi particolarmente affezionata, sono riusciti, loro malgrado, a riscuotere un consenso inaspettato.
Ma sono sempre i cittadini normali a fare la differenza, quelli che si misurano con il quotidiano, che vivono nelle vie comuni ed apprezzano il loro paese.
Non quelli che confondono il potere con il sapere e viceversa.
Cittadini silenti sino all’anno 2024, che hanno sempre preferito non coinvolgersi nella politica e che, tuttavia, considerata l’urgenza e la rilevanza del problema, non hanno potuto trattenere il loro profondo e sospettabile senso civico.
Cittadini accusati dai citati amministratori di essere degli urlatori, perché portatori di una esigenza personale, e persino tuttologi.
Cittadini che hanno dovuto assistere alla retorica di chi si è definito custode della verità storica e di chi ha deciso di organizzare un convegno che, ai più, è apparso come una diversa modalità di giustificare le omissioni ed i ritardi della Amministrazione.
Convegno organizzato durante i feriali in cui i pochi presenti avrebbero potuto, come in effetti è accaduto, rimanere silenti, formulando preventivamente domande per iscritto sulla base di ipotetiche ed immaginarie argomentazioni.
In un convegno solitamente si interviene dopo aver ascoltato: ad Anzio no.
Nessun confronto o voce dissonante.
A due comitati sono stati concessi “ben” dieci minuti per tentare di uscire dall’angolo.
Come già anticipato, oggi si festeggia un anno di giravolte della politica delle 1000 contraddizioni e degli amministratori che si sottraggono al confronto.
Val la pena ricordare:
- Bando per affidare l’elaborazione di regolamento e piano: ad aprile 2025 SI, in estate NO e poi in autunno SI
- Arpa SI, Arpa NO, Arpa forse e non si sa
- Sospensione delle installazioni ad agosto ‘25 NO, sospensione nel ‘26 SI, proroga forse.
E quando il Comune latita e non regolamenta ritualmente, i locatori di aree e le compagnie telefoniche festeggiano ed installano ovunque.
E la colpa di chi è dunque? E le vittime chi sono?
Non c’è bisogno di studiare per capirlo.
Anche i bambini con i pantaloni corti, inclusi quelli della Scuola Acqua del Turco e del San Giuseppe, sono in grado di offrire una adeguata risposta.
Una politica capace di manifestare, giustamente, solidarietà nei confronti di tutti i cittadini del mondo, fatta eccezione per quelli del territorio anziate, dei bambini che frequentano parchi e scuole e dei rispettivi genitori e nonni.
Non è stato sufficiente imbattersi prima per via dei Garofani e poi tentare di prevenire anche l’installazione di viale Marconi, per la quale, va ricordato, è stata presentata istanza il 09 dicembre 2024 (di tempo per evitarla ce n’era).
L’ennesima infelice installazione su viale Elisabetta, angolo viale San Giuseppe, comprova che è stato tutto inutile e che l’Amministrazione ha ben altro di cui occuparsi: artisti di strada, orti urbani e barchette di carta.
L’ego del Consiglio Comunale ha prevalso sulla giurisprudenza del Consiglio di Stato.
Val la pena ricordare che la richiesta per viale Elisabetta, è stata presentata alla fine di settembre ‘25 ed autorizzata il 09.12.2025.
Nel pieno della operatività di questa Amministrazione che non potrà, dunque, criticare chi L’ha preceduta ed utilizzare il noto specchietto retrovisore o quello per le allodole.
L’ennesima facile installazione in aree sensibili.
Davanti all’Istituto San Giuseppe, dove opera un centro per l’infanzia, ed accanto al parco.
E pensare che Suor Lina si è opposta poco più di due anni or sono alla installazione di una antenna 5G sul campanile dell’Istituto San Giuseppe.
E mentre la depositaria di valori religiosi e morali ha resistito con coerenza e sapienza, l’Amministrazione ha chiarito che l’impianto da realizzare in viale Elisabetta va a sostituire altro presente in zona limitrofa non sensibile.
Si rimuove, dunque, da sito non sensibile per installare su sito sensibile.
Anzio: il mondo capovolto.
E allora che senso ha precisare, in particolare da parte degli esponenti di Lavinio con Anzio, di essere o meno pro antenne?
Ci si dovrebbe domandare se è stato fatto tutto il possibile per evitare installazioni avanti alle scuole, parchi, luoghi di culto e, più in generale, in aree ritenute sensibili.
La risposta è nell’aver sempre ritenuto sufficiente un regolamento cassato proprio in punto di distanze dai siti sensibili.
E’ aver rinviato ciò che era urgente.
La risposta e decidere da quale parte stare: con i cittadini che difendono i siti sensibili o contro quei cittadini.
Un anno perso, da cui costi sociali e danni per i privati.
Un anno che ricorderemo per le antenne davanti alla scuole, ai parchi ed ai centri di culto.
Ma se non bastano la legislazione e la giurisprudenza ed i comitati che se ne sono fatti fedeli interpreti, le concessioni fatte da religiosi virtuosi, la fiducia riposta da cittadini legati al territorio durante la campagna elettorale, il pregresso (2019) e, almeno si spera, la differenza tra siti sensibili e non, cosa è possibile attendersi e quale ulteriore prezzo dovranno pagare i cittadini?
È tu politica cosa fai? Accetti tali conseguenze e fai pagare il prezzo ai cittadini?
Ai “signori” dei regolamenti per gli artisti di strada e degli orti sociali, a coloro che impiegano il loro tempo per inviare le barchette di carta, va chiaramente detto che di tale politica ne abbiamo piene le tasche, così come in generale delle iniziative simboliche e dei tanti onerosi e mal riusciti festeggiamenti.
Rappresentare significa intervenire tempestivamente laddove insistono i problemi reali e più urgenti, tentare di risolverli tempestivamente, aprire al confronto con i cittadini che hanno deciso di collaborare e farsi reali e concreti interpreti delle loro esigenze.
Rappresentare significa avere una visione condivisa e condivisibile, avendo ben chiaro ciò che afferma il Legislatore e, da ultimo, il Consiglio di Stato.
E se comprendi di non essere in grado di realizzare tutto ciò, allora, oltre a quello di Stato, accetta un altro consiglio
fatti più in là».
Luca Sacripanti










