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Discese a mare, senza successo l’incontro con il sindaco

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Non è stato un grandissimo successo l’incontro avvenuto questa mattina tra il sindaco Alessandro Coppola, il dirigente Fabrizio Bettoni e i rappresentanti del comitato degli 852 che ormai da tempo chiedono con forza l’apertura di un accesso verso il mare lungo il tratto di costa nettunese che va dai Marinaretti fino al Belvedere. I cinque rappresentanti dei firmatari hanno esposto la documentazione raccolta nel corso del tempo che proverebbe il fatto che nel passato alcune discese presenti erano pubbliche e sarebbero state quindi successivamente “privatizzate” dai condomini adiacenti inglobandole senza alcun diritto reale.

Come prima cosa è stato ricordato agli amministratori cittadini che la legge regionale prevede l’obbligo di accessi verso l’arenile almeno ogni 300 metri di costa, ma la risposta ottenuta è stata che, secondo i legali consultati, ciò non si applicherebbe ai passaggi privati. Si è passati poi ad analizzare i vari documenti relativi a diverse discese (resoconti catastali, rogiti notarili e altro) che proverebbero la loro pubblicità nel corso degli anni passati, ma i documenti non sono stati considerati come prove valide per la demanialità degli accessi, in quanto, come raccontano i firmatari, hanno spiegato che potrebbero essere oggetto di errori commessi dai notai o direttamente del Catasto.

L’unico punto di incontro trovato è stato in relazione alla discesa che si trova al civico numero 79 di via Gramsci, di fronte la Divina Provvidenza, con lavori inseriti nel piano triennale delle opere pubbliche all’interno dei lavori di ristrutturazione proprio della Divina Provvidenza, da approvare in Consiglio Comunale.

Resta da capire perché si voglia puntare sempre e solo su quella discesa, senza voler prendere in considerazione le altre disponibili, compresa quella che lo scorso anno era stata aperta solo per qualche giorno e successivamente richiusa a causa di una sentenza del Tar, che però era stata motivata soltanto da un vizio di forma e non aveva messo in dubbio la demanialità delle scale; senza considerare che per quell’accesso sono stati anche spesi dei fondi per la sistemazione, investiti quindi soltanto per pochi giorni d’apertura.