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2 Giugno: Anzio e Nettuno celebrano la festa della Repubblica

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Bandiere tricolori lungo le città di Anzio e Nettuno per celebrare il 75esimo anniversario della nascita della Repubblica.

Questa mattina in Piazza Garibaldi ad Anzio, e successivamente in Piazza Battisti a Nettuno, i due primi cittadini Alessandro Coppola e Candido De Angelis hanno ricordato la nascita della Repubblica Italiana con i seguenti discorsi.

Il 2 giugno del 46, dopo la dittatura ed anni di privazioni, si ricominciò a vivere, intorno a valori condivisi – ha dichiarato De Angelis – Oggi stiamo uscendo da un anno drammatico, dal punto di vista sanitario, ma anche dal punto di vista economico, con il rapporto debito/pil al 160%; questo riguarda tutti noi, dal Governo, che bene sta operando in questi mesi, fino ai Comuni. Tutti abbiamo il dovere di rimboccarci le maniche per favorire la ripresa. Alle nostre spalle, nel luogo più importante della Città, c’è un parcheggio per barche e questo non è normale. Entro l’anno abbiamo il dovere di andare in gara con il nuovo Porto, di avviare il recupero del Paradiso sul Mare ed un percorso di scavi archeologici nell’area dell’Ospedale Militare. Stiamo ripensando la nostra Città, ponendola al centro di un percorso di sviluppo nazionale; lo dobbiamo ai nostri giovani ed a tutti cittadini che hanno diritto ad una vita serena e dignitosa“.

Era il 2 giugno 1946 quando la nostra amata Nazione iniziava a scrivere la sua nuova storia dopo la devastazione della Seconda Guerra Mondiale – ha dichiarato, invece, Coppola – Una storia fondata sui valori della libertà, dell’uguaglianza e della democrazia. Oggi, dopo 75 anni, siamo qui a festeggiare la nostra la Repubblica mentre stiamo combattendo da oltre un anno un’altra battaglia che ha visto famiglie soffrire per la perdita di una persona cara e altre soffrire per la perdita del lavoro. Ci siamo scoperti fragili e a tratti impotenti di fronte ad una emergenza imprevedibile. Dobbiamo trovare in noi la forza e il coraggio di rialzarci, proprio come hanno fatto i nostri nonni e i nostri padri capaci dopo gli anni bui della Guerra di scrivere una Carta Costituzionale capace di garantire i diritti di tutti i cittadini dopo anni di oppressione e ingiustizie. Una Costituzione nata dalla lungimiranza dei padri costituenti che hanno permesso a tutti noi di vivere in un’Italia senza Guerre, hanno esteso i diritti e creato una società nuova fondata sulla solidarietà e l’equità. Il 2 giugno 1946 – ha continuato – è stato il punto di inizio della ricostruzione materiale e morale del nostro Paese grazie all’impegno di uomini e donne che con il loro duro lavoro hanno plasmato la nuova Italia, quella che oggi conosciamo e in cui dobbiamo essere orgogliosi di vivere. Con lo stesso spirito la mia speranza è che oggi la nostra nazione viva una nuova ricostruzione dopo gli anni difficili dettati da una profonda crisi economica e sociale acuita dall’emergenza Coronavirus. Le attività economiche stanno riaprendo e, lentamente, stiamo tornando ad una nuova normalità fatta di regole e attenzioni che ci permetteranno di ripartire in sicurezza. Gli italiani e la loro storia hanno dimostrato di essere capaci di reagire alle tragedie più profonde, ma non può mancare il sostegno di uno Stato e di una politica che guardi e presti le sue forze e le sue attenzioni alle fasce più esposte della popolazione. Ci troviamo davanti ad un momento storico che ci mette duramente alla prova – ha concluso – come società e come esseri umani e tutti nei nostri ruoli istituzionali e nella società civile dobbiamo lavorare uniti per porre la parola fine a questa emergenza sociale. Prendiamo esempio dai nostri antenati, i loro sacrifici, ma anche la loro capacità di guardare al futuro con lungimiranza, amore e speranza per il nostro Paese. Il mio augurio è che questa celebrazione sia un’opportunità per condividere tutti quei valori che sono e saranno sempre l’anima del Paese“.