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L’ultimo saluto al piccolo Nicolò, il bimbo annegato nello stagno

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Nettuno ha dato l’ultimo saluto a Nicolò Perniconi, due anni, morto tragicamente la scorsa settimana annegando in un piccolo stagno nel giardino del villino della nonna materna alla periferia della città. La città si è stretta commossa a mamma Graziella e papà Gianluca i genitori del piccolo. La chiesa di Sant’Anna al quartiere Cretarossa è stracolma. Alla destra della piccola bara bianca il Gonfalone listato a lutto del Comune. Il sindaco Alessandro Coppola, che in mattinata aveva proclamato il lutto cittadino durante il funerale, entra in chiesa e abbraccia i genitori del bambino manifestando la vicinanza della comunità. Ad accompagnare la messa il coro della comunità parrocchiale della quale fa parte la signora Vittoria, nonna paterna del piccolo.

Seduta ai primi banchi, anche lei distrutta dal dolore, la nonna materna Angela. Prima dell’inizio della funzione religiosa il genitore di uno dei compagni di classe di Martina, la sorellina di Nicolò, ha rimarcato la vicinanza di tutta la scuola ai genitori del piccolo: “Il  ricordo di Nicolò e della sua vitalità – ha detto – resteranno nella nostra memoria; in questi momenti dobbiamo alzare gli occhi al cielo e pensare che per ogni vita c’è un percorso divino che dobbiamo accettare. Nicolò resterà sempre nei nostri cuori”.
Quindi parla l’insegnate di Martina: “Ho gioito con voi per l’arrivo di Nicolò – ha detto ai genitori -, l’ho visto visto in braccio alla mamma, l’ho visto venire in classe e correre felice tra i banchi. Ho gioito con voi, oggi il vostro dolore è il mio e mi auguro che vi fortifichi”. Poi l’omelia del celebrante padre Carlo. “Davanti a questi segni – ha detto il sacerdote – ci sentiamo piccoli, ma siamo qui perché la fede che ce lo chiede. La vita non è come noi la vogliamo, perché c’è una volontà superiore; Nicolò è stato chiamato dal Signore mentre si affacciava alla vita per condividere con lui la vita senza fine. Non stiamo celebrando la morte perché l’eucarestia celebra la vita nella resurrezione; e questa eucarestia è un nuovo battesimo che consente a Nicolò di contemplare il volto di Dio nel regno dei cieli. Questo è il mistero svelato”. Al termine della messa, quando la bara è uscita dalla chiesta gli alunni dell’istituto Santa Lucia Filippini hanno liberato in aria palloncini bianchi. Verso Nicolò.