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Esclusivo: sulla vicenda porto retromarcia del sindaco Bruschini che si riconsegna al privato

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Sono bastate 24 ore al sindaco di Anzio Luciano Bruschini per riconsegnarsi al socio privato in Capo d’Anzio. E il risultato è la lettera con la quale il sindaco questa mattina esprime solidarietà al presidente di Capo d’Anzio Luigi D’Arpino che ieri, dopo essere stato minacciato da un ormeggiatore, aveva annunciato le dimissioni (per la terza volta in pochi mesi… e anche questa volta non ancora formalizzate) da presidente. Una solidarietà arrivata a scoppio ritardato solo nella tarda mattinata di oggi e guarda caso al termine di un vertice tecnico alla presenza dell’avvocato Antonio Bufalari che nel cda di Capo d’Anzio rappresenta il socio di minoranza Renato Marconi e la sua Merinmedi.  Ma andiamo per ordine

La riunione di giovedì in Comune

Mentre D’Arpino convoca la conferenza stampa per annunciare le dimissioni, nell’ufficio a Villa Sarsina il sindaco Luciano Bruschini gioca un’altra partita: convoca l’avvocato Piergiuseppe Venturella al quale chiede scusa per le critiche che gli erano state mosse da D’Arpino tra novembre e dicembre relativamente alla stesura del bando di gara per l’affidamento dei lavori di ampliamento del porto e lo invita a proseguire nel suo lavoro.

Poco dopo lo stesso sindaco incontra nel suo ufficio i consiglieri comunali Candido De Angelis, Danilo Fontana e Marco Marenesi. Per Bruschini l’esperienza D’Arpino è di fatto archiviata e nella riunione tecnica con i tre consiglieri cerca di uscire dallo stallo nel quale è finita la Capo d’Anzio. Tanto da indicare la road map delle azioni da intraprendere in tempi rapidi. E sono tre: nominare dei nuovi consiglieri di parte pubblica nel consiglio di amministrazione, accelerare i tempi per la pubblicazione del bando di gara, accelerare i tempi della causa civile per far tornare il Comune in possesso di tutte le quote di Capo d’Anzio, dunque il 39 per cento della parte private detenute dalla società Marinedi di Renato Marconi. Ma la linea di azione è tracciata sulla sabbia tanto che il vento degli intrecci politico-affaristici e dei veti incrociati se la porta via.

Il vertice sulla Riviera Zanardelli

La riunione tra il sindaco e i consiglieri De Angelis, Fontana e Marenesi viene infatti vista con preoccupazione all’intero della maggioranza e da almeno un paio di assessori (in particolare Giorgio Zucchini e Patrizio Placidi con quest’ultimo che darà a scoppio ritardato la solidarietà a D’Arpino…). E così questa mattina, tra la sede di Capo d’Anzio e un paio di bar della Riviera Zanardelli, va in onda una lunga riunione alla quale partecipano il sindaco Bruschini, il presidente  dimissionario D’Arpino, il consigliere del cda di parte Pubblica Mauro Fantozzi che fa riferimento al vicensindaco Zucchini e soprattutto l’avvocato Antonio Bufalari. E’ un incontro infuocato nel quale si cerca di ribaltare le decisioni prese il giorno prima nell’ufficio del sindaco, in particolare la riacquisizione delle quote in mano al privato e l’accelerazione sulla pubblicazione del bando di gara. Il vertice che deve aver dato i suoi frutti se in tarda mattinata lo stesso Bruschini esprime la sua solidarietà a D’Arpino – non certo inviso al socio privato… – invitandolo, di fatto, a ripensare alle dimissioni. E così dopo 24 ore l’accordo tecnico con Fontana, De Angelis e Maranesi – contrari alla presidenza D’Arpino – diventa carta straccia.

Alzi la mano, questo punto della storia infinita del porto di Anzio, chi crede erede che il bando di gara sarà pubblicato e le azioni torneranno tutte in possesso del Comune come ha stabilito tre anni fa il consiglio comunale. L’obiettivo evidentemente è quello di prendere tempo in attesa del decreto del ministro  Madia: a quel punto il Comune sarà costretto a dismettere la Capo d’Anzio e a cederla con tutte le concessioni al socio privato. Frega assai del porto pubblico e del futuro di Anzio.