“Guardo i dibattiti politici di queste ore, tra analisi, sentenze e verità assolute dispensate con sorprendente sicurezza.
Il referendum si è concluso.
Il popolo sovrano ha deciso di non confermare una modifica importante della Costituzione.
Un’occasione persa?
Per me sì. Sarebbe stato un passaggio di vero rinnovamento.
Ma tant’è: questa è la democrazia.
Il popolo decide. E il popolo non si discute… almeno fino a quando non vota “male”, a quanto pare.
E qui viene il bello.
Leggo con curiosità l’analisi del Presidente del Consiglio comunale di Nettuno, Roberto Alicandri:
una bocciatura netta del centrodestra di governo, incapacità diffusa, un giudizio impietoso degli italiani verso chi guida il Paese.
Tutto molto lineare.
Peccato che la realtà, a volte, abbia il brutto vizio di complicare le narrazioni.
Perché, se davvero il voto referendario è una sentenza politica contro il centrodestra… qualcuno dovrebbe spiegare come mai a Nettuno ha vinto il Sì.
Già, proprio quel Sì.
E allora delle due l’una:
o il ragionamento non regge,
oppure — seguendo la stessa logica — a Nettuno il giudizio negativo riguarda chi amministra oggi.
L’amministrazione Burrini.
Ma immagino che, in questo caso, la “lettura politica del voto” diventi improvvisamente più complessa.
Quasi indecifrabile.
Chiamiamola pure logica transitiva.
O, più semplicemente, coerenza… a giorni alterni”.
Massimiliano Rognoni
Coordinatore cittadino
Fratelli d’Italia
Nettuno



