HomeCronaca“Vivere o sopravvivere”, riflessione sui servizi ad Anzio e sulle loro criticità

“Vivere o sopravvivere”, riflessione sui servizi ad Anzio e sulle loro criticità

“Scrivo perché ad Anzio si continua a chiedere ai cittadini di fare di più, spendere di più e arrangiarsi di più, senza che in cambio si veda un servizio migliore.Accade con i rifiuti. Accade con il verde. Accade con la sicurezza e la mobilità.La disciplina generale in materia di rifiuti indica una gerarchia precisa: prevenzione, […]

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“Scrivo perché ad Anzio si continua a chiedere ai cittadini di fare di più, spendere di più e arrangiarsi di più, senza che in cambio si veda un servizio migliore.
Accade con i rifiuti. Accade con il verde. Accade con la sicurezza e la mobilità.
La disciplina generale in materia di rifiuti indica una gerarchia precisa: prevenzione, riutilizzo, riciclaggio, recupero e solo da ultimo smaltimento.
La stessa normativa valorizza anche il compostaggio, compreso quello sul luogo di produzione e di comunità.
Il punto, però, è un altro: tra ciò che la legge consente e ciò che la città vive ogni giorno c’è un divario sempre più evidente.
I cittadini vedono una raccolta differenziata che non convince, una gestione del verde che scarica su famiglie e residenti costi, incombenze e disagi, e un’amministrazione che continua a parlare di miglioramenti senza mostrarne i risultati.
Per gli sfalci e le potature, troppo spesso il messaggio finale è questo: fate da soli, caricate in auto e portate tutto personalmente al centro di raccolta.
Altro che servizio efficiente.
A questo si aggiunge un dato politico e amministrativo che merita chiarezza: sulla collettività grava il costo di una transazione da euro 2.650.000,00, intervenuta per chiudere un contenzioso pluriennale sopravvissuto anche al commissariamento.
Scelta presentata come altamente conveniente per le casse pubbliche ed utile anche a migliorare il servizio.
Ma, a oggi, della convenienza per la comunità non si vede traccia: si vedono invece più costi, più oneri per i cittadini e più attività lasciate all’iniziativa individuale.
Una parte, anche minima, di quella somma avrebbe consentito di mettere in sicurezza l’intero paese, rafforzando presidio e videosorveglianza secondo gli strumenti già previsti dalla cosiddetta legge Minniti del 2017, e in particolare dall’art. 5 del D.L. 14/2017.
Per un paese che vuole rilanciare turismo, vivibilità e innovazione condivisa e sostenibile, la sicurezza non è un capitolo accessorio: è la prima condizione per dare una svolta credibile.
Se davvero quel sacrificio economico doveva servire a rendere il servizio migliore, allora è legittimo chiedere dove siano i benefici concreti, dove siano i numeri, dove siano i risultati.
Le priorità dovrebbero essere semplici e visibili:

  • incentivare seriamente il compostaggio domestico e di comunità;
  • potenziare le case dell’acqua per ridurre plastica e costi;
  • creare spazi e strumenti reali per il riuso;
  • trattare sfalci e potature come risorsa e non come problema scaricato sui residenti;
  • pubblicare dati chiari su costi, obiettivi e risultati del servizio.
    Ma c’è anche un altro fronte sul quale la città continua a rincorrere i problemi invece di prevenirli: la mobilità.
    Una città che si dice sostenibile non può tollerare strade percorse a velocità eccessiva, tratti privi di efficaci misure di rallentamento e un rischio quotidiano considerato quasi normale finché non si traduce nell’ennesimo incidente.
    Servono interventi concreti di moderazione del traffico e di sicurezza stradale, con dissuasori e soluzioni tecniche adeguate, anche mediante vernice ad alta aderenza, segnaletica più incisiva, attraversamenti rialzati o altri strumenti idonei, in particolare lungo via Ardeatina, via Nettunense, via delle Cinque Miglia, via di Valle Schoia, via del Cavallo Morto, via di Colle Cocchino, viale Alla Marina, ecc.
    Non è una questione secondaria.
    Anche questa è qualità della vita. Anche questa è buona amministrazione. E anche qui il problema non è l’assenza di parole, ma l’assenza di decisioni visibili.
    L’Amministrazione comunale dovrebbe fare chiarezza – indicando le misure che intende eventualmente adottare, i tempi e le risorse per migliorare davvero il servizio rifiuti-, alleggerire gli oneri oggi riversati sui cittadini, rendere trasparente il costo effettivo delle scelte compiute, mettere in sicurezza il paese anche con un piano di videosorveglianza importante e funzionale e intervenire con urgenza sulla sicurezza stradale.
    Perché una comunità non ha bisogno di annunci.
    Ha necessità di servizi che funzionano, costi giustificabili, strade meno pericolose, un paese più sicuro e un rilancio turistico fondato su innovazione condivisa e sostenibile.
    La differenza tra vivere e sopravvivere”.
  • Luca Sacripanti
Studio Dentistico Villa Albanese
Redazione Ilgranchio.it
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