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Eventi estivi e criticità, Intervento dell’assessore alla Cultura di Anzio Valentina Corrrado: “Da lontano si vede meglio”

Uno sguardo ironico e curioso sulla città scritto da lontano, ma ci tiene da vicino.Episodio #3 – U nuddu immiscatu ci nenti.Che meraviglia la politica d’estate.Puntuale come la stagione e, come per magia, arriva la processione di chi ha sempre una lezione da impartire, una nostalgia da raccontare o una responsabilità da attribuire.Consiglieri regionali , […]

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Uno sguardo ironico e curioso sulla città scritto da lontano, ma ci tiene da vicino.
Episodio #3 – U nuddu immiscatu ci nenti.
Che meraviglia la politica d’estate.
Puntuale come la stagione e, come per magia, arriva la processione di chi ha sempre una lezione da impartire, una nostalgia da raccontare o una responsabilità da attribuire.
Consiglieri regionali , ex amministratori, nostalgici, tecnici improvvisati e dispensatori di solidarietà.
Tutti insieme. Che tempismo.
Quasi una regia. Ma sicuramente è un caso.
C’è un consigliere regionale che si indigna perché un assessore avrebbe fatto “attacchi personali”.
Curioso. Perché quando si ricorda lo stato in cui abbiamo trovato gli impianti sportivi, rispondendo nel merito a una provocazione, non si attacca nessuno. Si racconta semplicemente la realtà amministrativa.
Accatastamenti, collaudi, agibilità, certificazioni: non sono opinioni. Sono problemi concreti che oggi stiamo affrontando. E se la realtà diventa offensiva, forse il problema non è di chi la racconta.
Da un consigliere regionale mi sarei aspettata comunicati su soluzioni, risultati e prospettive per Anzio. Comincio invece a pensare che, ai suoi occhi, il problema più urgente del territorio non siano la sanità, le infrastrutture, i trasporti, i servizi o lo sviluppo economico.
Sia l’assessore Corrado.
Che, peraltro, sta ad Anzio come il traffico sta a Palermo.
Capisco comunque il fascino della visibilità.
È molto più semplice commentare il lavoro degli altri che fare il proprio.
E impartire lezioni di politica scrivendo a un blog, senza essere nemmeno chiamati in causa, è un esercizio particolarmente interessante.
Soprattutto quando a riconoscere l’autorevolezza politica di chi impartisce le lezioni non sembra essere nemmeno il gruppo comunale dello stesso partito, visibilmente diviso.
Dev’essere difficile ricoprire un ruolo importante e riuscire a conquistare l’attenzione quasi esclusivamente quando si parla di qualcun altro.
D’altronde, autorevolezza e leadership non si proclamano.
Si riconoscono.
Quando ci sono credibilità, visione e soprattutto un lavoro serio capace di produrre risultati.
E a livello regionale, invece, i cittadini continuano legittimamente a chiedersi quale sia stato, finora, il valore aggiunto di avere un consigliere eletto sul territorio.
Poi c’è chi propone di “riaddrizzare il timone”.
Bellissimo.
Peccato che, prima di riaddrizzarlo, qualcuno avrebbe dovuto evitare di lasciarlo andare alla deriva per decenni. Perché il problema dell’agibilità non è nato ieri. E non l’ha certamente inventato l’attuale amministrazione.
Oggi ci sono lavori, verifiche, certificazioni, collaudi e procedure da completare. E c’è chi sta lavorando perché tutto questo venga fatto e perché il pubblico possa tornare sugli spalti in sicurezza e nel rispetto delle regole.
Non servono miracoli. Né salvatori autoctoni.
E soprattutto non servono lezioni retroattive di navigazione da parte di chi ha avuto ruoli amministrativi quando la nave, per usare una metafora cara a qualcuno, non è proprio arrivata serenamente in porto.
Anzio, ricordiamolo, è stata addirittura sciolta dal Governo nel 2022 per accertate forme di ingerenza della criminalità organizzata che avevano compromesso la libera determinazione e l’imparzialità dell’amministrazione.
Non è una battuta. Né un’offesa personale.
È storia amministrativa della città.
Ed è proprio per questo che trovo singolare la disinvoltura con cui oggi alcuni protagonisti o interpreti delle stagioni precedenti sentano il bisogno di distribuire patenti di competenza, serietà e buona amministrazione.
Ma veniamo alla nostalgia.
Ah, la nostalgia.
L’Anzio degli eventi.
Le piazze piene.
I grandi cartelloni.
Le fotografie.
Tutto bellissimo.
Talmente bello che, a leggere certi racconti, sembra quasi che il passato abbia lasciato ad Anzio soltanto bei ricordi e nessun problema da risolvere.
Peccato che gli atti amministrativi – e non solo quelli – raccontino una storia decisamente più complessa.
La memoria, però, è selettiva.
Si ricordano i concerti, ma non le criticità.
Le piazze piene, ma non ciò che quelle amministrazioni hanno lasciato da sistemare.
Le fotografie, ma non ciò che c’era dietro.
Perché governare non significa fare un album di ricordi. Significa risolvere anche i problemi che non vengono bene nelle fotografie.
Significa occuparsi soprattutto di quello che non si vede.
Agibilità.
Impianti.
Manutenzioni.
Autorizzazioni.
Sicurezza.
Programmazione.
Bilanci.
Regolamenti.
Procedure.
Tutte cose tremendamente poco Instagrammabili.
Eppure sono proprio quelle che fanno funzionare una città.
C’è una differenza enorme tra programmare il futuro e raccontare il passato come se fosse un paradiso perduto.
Io continuerò a fare quello per cui sono stata chiamata: lavorare, assumermi responsabilità e trasformare una visione di rinascita della città in atti e frutti concreti.
Per lo sport.
Per il turismo.
Per gli eventi.
Per i giovani.
Per le attività produttive.
Per una città che non ha bisogno di essere raccontata come straordinaria.
Ha bisogno di tornare a esserlo.
A chi preferisce occuparsi di me, lascio volentieri il palcoscenico.
E anche una piccola rassicurazione:
non vi affaticate.
Non siete voi l’agenda dell’Amministrazione.
E nemmeno la mia.
Continuate pure.
Del resto, quando il proprio bilancio politico fatica a fare notizia, il lavoro degli altri diventa sempre un ottimo piano editoriale.
Basta che se ne parli.
È pur sempre una forma di protagonismo.
Io, invece, preferisco un metodo molto meno spettacolare: lavorare.
E lasciare che, prima o poi, siano i risultati a parlare.
Perché le conferenze stampa finiscono.
I post e gli eventi passano.
Le polemiche si dimenticano.
I risultati, invece, restano.
Felicem Ferias Augusti omnibus.
Anche ai nostalgici”.

  • Valentina Corrado, assessore alla Cultura, sport e turismo Comune di Anzio
Studio Dentistico Villa Albanese
Redazione Ilgranchio.it
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