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Accesso alla spiaggia di ponente a Nettuno, appaltati i lavori del passaggio sotterraneo della Divina Provvidenza

Buone notizie per quanto riguarda la possibilità di accedere facilmente alle spiagge di Ponente a Nettuno alle prese da anni con il problema della privatizzazione delle discese al mare che hanno reso impossibile raggiungere agevolmente gli arenili nel tratto compreso tra il Belvedere e il confine con Anzio, quasi un chilometro e mezzo. L’amministrazione comunale […]

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Buone notizie per quanto riguarda la possibilità di accedere facilmente alle spiagge di Ponente a Nettuno alle prese da anni con il problema della privatizzazione delle discese al mare che hanno reso impossibile raggiungere agevolmente gli arenili nel tratto compreso tra il Belvedere e il confine con Anzio, quasi un chilometro e mezzo. L’amministrazione comunale ha infatti appaltato i lavori per la riqualificazione e messa in sicurezza del tunnel sotterraneo che dal palazzo della Divina Provvidenza porta direttamente in spiaggia. Dopo l’approvazione del progetto esecutivo, i lavori sono stati aggiudicati all’impresa Gruppo Diamanti di Veroli in provincia di Frosinone. Rendere fruibile il passaggio sotterraneo era stato uno degli obiettivi del Comune che lo aveva inserito nel piano triennale delle opere pubbliche 2025-2027. Tanto che per il sindaco Nicola Burrini era una delle priorità da concretizzare. L’intervento di riqualificazione è stato finanziato dallo Stato con un contributo di 150 mila euro del fondo destinato ai comuni sciolti per infiltrazioni della criminalità. In questo caso l’amministrazione comunale ha accelerato i tempi con la procedura dell’appalto ricorrendo alla piattaforma Mepa sulla quale è stata individuata la ditta specializzata in grado di realizzare i lavori. La speranza è che il ripristino del tunnel sotterraneo possa concretizzarsi entro la fine di giugno per fare in modo che nei mesi di luglio e agosto sia possibile un agevole passaggio verso la spiaggia per i bagnanti. Resta intanto sempre in piedi il ricorso al Tar del Lazio presentato dal Comitato dei 1000 e dall’associazione Dialogo, sostenuti dal Codacons, per riaprire le due discese a mare privatizzate nei decenni, quelle di via Gramsci ai civici 93 e 125.

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