di Chiara Mazzamauro
“Anzio che legge”, ciclo di incontri dedicato alla presentazione di libri che trattano i più vari temi, dal mondo ispanico alla salute, fino alla politica e religione, giunge al suo secondo appuntamento con il dibattito sul volume “Parola alle donne. No Women No Panel: monitoraggio e numeri del cambiamento”, a cura della giornalista Arianna Voto per Rai Per la Sostenibilità Esg. Il testo, frutto del progetto Rai per l’equilibrio di genere nel dibattito pubblico, raccoglie gli studi e i dati provenienti da istituzioni, amministrazioni territoriali e università riguardanti la partecipazione femminile nel di battito pubblico, nei convegni, nei panel e nei talk show, quale espressione del principio di pluralismo e democrazia. Ospite dell’incontro a Villa Sarsina è Linda Laura Sabbadini, statistica, editorialista di “Repubblica” e autrice del libro “Il Paese che conta. Come i numeri raccontano la nostra storia”, la quale analizza il ruolo dei dati e delle statistiche ufficiali come strumento per leggere la società e interpretarne i cambiamenti. Si mettono a confronto indicatori, percentuali e numeri relativi sia alla condizione femminile nello spazio pubblico sia alle trasformazioni più ampie del Paese. A presentare l’appuntamento, dopo i saluti istituzionali del sindaco di Anzio, Aurelio Lo Fazio, è, infine, il giornalista di RaiNews24, Pablo Rojas. “Anzio che legge” poi continuerà con altri tre appuntamenti. Giovedì 12 novembre Villa Sarsina ospiterà la presentazione di “Liù” di Elisabetta Fusi, il racconto di una ragazzina la cui vita cambia a causa di un grave incidente familiare per il quale la madre la colpevolizza. Si prosegue il giovedì successivo, il 20 novembre, con l’incontro dedicato al testo “Di amicizia, di sesso, di chiesa” di Angiolo Marroni e curato da Mariangela Mincione, durante il quale interverranno Angelo Pugliese e suor Fabiola Catalano. Infine il ciclo di appuntamenti termina giovedì 3 dicembre con Cristopher Faroni, autore di “Mediterraneo della salute”, che sarà intervistato dal giornalista Giovanni Del Giaccio.



