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Ripresi i lavori del ponte della pista ciclopedonale Tor Caldara-Lavinio Mare. Ma Consorzio di bonifica vuol vederci chiaro

Dopo tre mesi di interruzione, sono ripresi i lavori sulla ciclopedonale che collega Tor Caldara e Lavinio Mare. I lavori si erano fermati sulla realizzazione del ponte che passa sopra il fosso Vignarola-Tor Caldara. Il blocco era stato causato dal ricorso presentato dai proprietari del terreno confinante: il ponte ha infatti raggiunto un’altezza 2 metri […]

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Dopo tre mesi di interruzione, sono ripresi i lavori sulla ciclopedonale che collega Tor Caldara e Lavinio Mare. I lavori si erano fermati sulla realizzazione del ponte che passa sopra il fosso Vignarola-Tor Caldara. Il blocco era stato causato dal ricorso presentato dai proprietari del terreno confinante: il ponte ha infatti raggiunto un’altezza 2 metri e 60 centimetri, ben oltre la recinzione della proprietà, quando nel primo progetto era stata indicata l’altezza massima di un metro e mezzo. Tra l’altro, il ponte ha anche una pendenza dell’8% che, ad esempio, non consente ad un disabile su carrozzina di poter superarlo agevolmente, avendo bisogno almeno di una persona in grado di spingerlo. Insomma, non il massimo della vita. Nell’esposto presentato in Procura viene contestata proprio l’altezza del ponte. In origine, sul progetto, era stata infatti indicata un’altezza di un metro e mezzo per far defluire agevolmente le acque in caso di piena, mentre con la modifica del progetto si è arrivati a 2 metri e 60 centimetri. Nei giorni scorsi l’assessore ai Lavori Pubblici Pietro Di Dionisio aveva spiegato che c’era stato un vertice tecnico per fare il punto della situazione e che i lavori sarebbero ripresi. Cosa che è effettivamente avvenuta in settimana.
Ma intanto, su questi lavori il Consorzio di Bonifica Litorale Nord ha avviato un procedimento di verifica delle opere di attraversamento del Fosso Vignarola-Caldara. Dall’analisi tecnica, il Consorzio, che non ha rilasciato alcun parere sulla modifica dell’altezza del ponte, avrebbe infatti rilevato forti criticità: il ponte in cemento armato che si sta realizzando non risulterebbe infatti conforme ai parametri di sicurezza idraulica.
Nonostante l’esposto e le numerose proteste dei cittadini, i lavori – finanziati dal Pnrr, progettati dal Comune e affidati da Città metropolitana – continuano. Anche se la “partita” potrebbe portare a clamorosi sviluppi.

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Redazione Ilgranchio.it
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