“Sono il padre del ragazzo aggredito e ferito nella notte tra il 30 e il 31 ottobre nel Borgo medievale di Nettuno, episodio di cui il vostro giornale ha dato notizia.
Mio figlio è un lottatore e sono certo che si riprenderà. Con questa lettera desidero anzitutto esprimere la mia gratitudine.
Grazie all’équipe medica e a tutto il personale dell’Ospedale Riuniti di Anzio, per la professionalità e l’attenzione con cui hanno assistito mio figlio. Grazie ai Carabinieri e alla Polizia di Stato, per la tempestività dell’intervento e per l’impegno nelle indagini. Grazie a tutti coloro che, in modi diversi, si sono adoperati in questa vicenda e ci hanno fatto sentire la loro vicinanza.
Sento però anche il dovere di condannare con fermezza ogni forma di violenza e di criminalità, un fenomeno che purtroppo non risparmia né le grandi città né i piccoli centri come il nostro. Episodi come questo non devono essere accettati come inevitabili.
Confido nel lavoro delle autorità e auspico che la comunità e le istituzioni continuino a impegnarsi perché luoghi come il Borgo tornino a essere vissuti in serenità da tutti”.
- Lettera firmata



