Soprintendenza ai Beni archeologici e ministero della Difesa stanno per firmare un accordo per un progetto che prevede la completa valorizzazione dell’area di Torre Astura, a Nettuno, con restauri che riguarderanno la torre stessa che, come noto, è stata di recente interessata da uno smottamento che ha interessato il lato sud della costruzione. La notizia è stata data in occasione della manifestazione che martedì mattina ha portato alla presentazione della conclusione dei lavori di restauro del ponte-acquedotto romano che collega Torre Astura con la terraferma. Si tratta di un progetto che è stato curato dalla Soprintendenza archeologica, belle arti e paesaggio con fondi del Pnrr e il supporto del ministero della Difesa. Ricordiamo che Torre Astura, anche se ricade nell’area di pertinenza del poligono militare, resta un sito molto importante con presenze romane di varie epoche, porto, peschiera, la torre medievale, le spiagge dello sbarco degli alleati angloamericani del gennaio 1944. Tutto questo in un ambiente naturale inviolato. E proprio sull’accordo che stanno per siglare la Soprintendenza e il ministero della Difesa che si sofferma il sindaco di Nettuno Nicola Burrini: “spero – spiega – che l’accordo si concretizzi presto anche perché consentirà di proteggere una volta per tutte un bene storico importante che valorizzerà anche la nostra città”. Lo stesso Burrini ha poi fatto appello a votare per Torre Astura come luogo del cuore FAI 2026. Al momento il sito è al primo posto nel Lazio. “Votare per Torre Astura – spiega in proposito Giampiero Pedace, uno dei sostenitori della raccolta di firme – significa mantenere alta l’attenzione su questo sito di straordinaria importanza archeologica e ambientale. Ecco perché è necessario continuare a firmare, questo è il momento di insistere, di coinvolgere amici e conoscenti a sostenere questo bene storico inestimabile che ha bisogno di cure”. Per quanto riguarda i lavori di completamento di ristrutturazione del ponte-acquedotto Romano, è intervenuta la Soprintendente Lisa Lambusier. “Questo non è un cantiere ordinario – ha spiegato – l’ho voluto tenacemente perché tutta l’area di Torre Astura è unica. Il ponte-acquedotto era molto compromesso e a rischio crollo, bisognava salvarlo e metterlo in sicurezza dato che l’area è frequentata anche in estate”. Il restauro, che è stato seguito da un team diversificato nelle competenze, ha impegnato 1,8 milioni di euro dei fondi Pnrr del progetto “Caput Mundi”. L’obiettivo del restauro è stato quello di tenere d’occhio la autenticità del bene e non intervenire con le giunte che lo alterino. Un cantiere non facile con ponteggi dentro il mare e soggetto alle mareggiate, come del resto Torre Astura del resto. Il colonnello Paolo Ambrosaino, direttore del Poligono militare di Nettuno, ha assicurato il supporto tecnico logistico al cantiere. Nel suo intervento ha quindi auspicato che “i colloqui tra Ministero e Soprintendenza proseguono per portare avanti altre iniziative”. “Stiamo costruendo – ha rimarcato Lisa Lambusier – un grande obiettivo che è quello di salvaguardare, valorizzare e rendere fruibile questo prezioso bene pubblico quale è Torre Astura. Una sinergia che veda la Difesa curare l’affidamento di progetti e infrastrutture, mentre la Soprintendenza chiederà finanziamenti specifici puntando ad un restauro per vari gradi. Anche se è ovvio che c’è urgenza di intervenire sulla torre”.
Torre Astura, presentati dalla Soprintendenza i lavori di restauro del ponte-acquedotto di epoca romana
Soprintendenza ai Beni archeologici e ministero della Difesa stanno per firmare un accordo per un progetto che prevede la completa valorizzazione dell’area di Torre Astura, a Nettuno, con restauri che riguarderanno la torre stessa che, come noto, è stata di recente interessata da uno smottamento che ha interessato il lato sud della costruzione. La notizia […]



